Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali)

Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali) Il prezzo della conoscenza è la responsabilità di condividere (Anonimo)

mercoledì 22 giugno 2011

LINEE SINCRONICHE DELLA TERRA



Due volte l'anno queste linee vengono attivate con energie provenienti dal cosmo e in queste circostanze si possono verificare grosse trasformazioni nelle zone di affioramento.

Le linee sincroniche sono acceleratori di coincidenze. I l profano può passarci sopra molte volte senza accorgersi che sia accaduto nulla di strano,fino a che col tempo,"casualmente" scopre che si sono verificate alcune fortunate coincidenze.

Mentre coloro che posseggono determinate conoscenze,possono consapevolmente utilizzarle per potenziare determinate operazioni.

Va detto che queste forze,sia che arrivino dalla terra che dal Cosmo,provengono comunque dall'Alto,quindi possono essere utilizzate solo da chi agisce verso questa direzione.

Dallo studio approfondito di tali linee si possono trarre molte informazioni che consentono un nuovo modo di interpretare gli eventi storici.

Di questo si occupa, tra le altre cose, la Federazione di Damanhur in Valchiusella ,Piemonte,attraverso il suo fondatore O.Airaudi.
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Il reticolato delle linee sincroniche studiato a Damanhur


Le linee sincroniche si dividono in Grandi linee e Linee Minori.
Le Grandi linee si suddividono a loro volta in 9 linee orizzontali e 9 linee verticali.Esse non s'intersecano mai,ma entrano in contatto attraverso le Minori che a loro volta si dividono in 2 al loro interno con scorrimento opposto,ruotando a spirale attorno a un baricentro.

Le linee verticali
PRIMA: si trova al centro dell'Oceano Pacifico e scorre fino al Polo Sud

SECONDA: attraversa il Canada,va negli USA,in Messico,tocca alcune isole nel Pacifico e dal sud America raggiunge il polo sud

TERZA: passa x il Perù,il Cile e la Terra del fuoco,poi raggiunge il polo sud

QUARTA: attraversa la Groenlandia,affiora a Capo verde e scende verso sud

QUINTA: dal nord attraversa l'irlanda,il sud dell'Inghilterra(Stonehenge),arriva in Bretagna,scorre fino alle Alpi,scende in Italia,arriva in Egitto e poi dal centro Africa procede verso il polo sud

SESTA: entra in Russia,Polonia,Ungheria,Austria,Italia,scende fino alla Grecia,Turchia,Libano,Israele,torna in Egitto e scende verso il polo sud

SETTIMA: attraversa il Pakistan e il Nepal,l'India e segue il corso dei fiumi. Si inabissa verso il centro della terra senza arrivare al polo sud

OTTAVA: attraversa l'Unione Sovietica,scende fino all'Himalaya,prosegue in Thainlandia e scende verso il polo sud

NONA: parte dalla Siberia,arriva in Cina,scende verso la Nuova Zelanda e raggiunge il polo sud

Le linee orizzontali
LINEA A: incontra la prima in Alaska e in Canada la seconda e la terza. Sfiora l'Islanda,l'Irlanda e l' Inghilterra.

LINEA B: resta in Usa nei pressi del lago Ontario,poi si tuffa nell' Atlantico,prosegue in Portogallo,Spagna,Francia,Italia,Jugoslavia,Romania fino in Cina e Giappone.

LINEA C: nasce nel Pacifico,sfiora la California,prosegue in Messico,si tuffa nell'Atlantico,raggiunge il Mediterraneo,arriva in Egitto e poi prosegue verso il Pakistan e Iran e da qui verso il Nepal.

LINEA D: in Perù,Amazzonia,Atlantico. Arriva in Egitto e nella penisola arabica,il Mar Rosso e prosegue verso l'India,la Birmania. Poi sprofonda nel mare verso terra.

LINEA E: affiora nel Pacifico poi prosegue verso il Brasile. Da qui raggiunge l'Africa e poi l'oceano Indiano

LINEA F: dal Cile attraversa il Sud America e si tuffa nell'Atlantico. Raggiunge l'Africa del sud,il mar Rosso e risorge verso l'Australia.

LINEA G: sud America,Atlantico,Africa fino all' Australia

LINEA H: costa sud americana fino alla terra del fuoco. Poi Atlantico fino all'Africa e da qui prosegue fino in Australia.

LINEA I: Terra del Fuoco,Atlantico e molte zone non abitate.

Nell'era attuale dell'Acquario, si accendono in modo particolare le verticali seconda , quinta e sesta e le orizzontali A,B,C.

La terza invece riduce la propria pulsazione a vantaggio della Nona, poichè quanto è perso da una viene acquisito dall'altra.

Le linee Minori
Si originano quasi sempre in 3 circostanze:

1) nei punti di maggiore vicinanza tra le grandi linee.

2) quando le grandi linee sono aggrovigliate.

3) in corrispondenza di fiumi,isole o montagne.

Queste linee permettono di contattare e a volte penetrare gli universi paralleli. In genere affiorano in zone in cui si trovano città sepolte o antichi templi.

L'energia presente permette di allargare dal punto di vista sincronico le possibilità individuali.

Addirittura è possibile tracciare un oroscopo del pianeta usando come riferimento queste linee.
Quando ci si trovi su di una linea sincronica, si tende ad avere sensazioni come, ad esempio, alterazione delle coordinate spazio-tempo, senso di irrealta' atmosfera misteriosa ed onirica.

Sulle linee sincroniche, in altre parole, e' facile trovare qualcosa che non va' o sia in controtendenza con i canoni normali.

Per esempio:

le piramidi sono su di una linea sincronica.

Le zone della civilta' etrusca altrettanto.

Le rovine di Stonhenge, lo stesso.

L'isola di Pasqua anche.

Il Peru' pure.

http://www.european-pyramids.eu/wb/media/PyramidMaps/syncro-lines%20c-small.jpg
http://www.european-pyramids.eu/wb/media/PyramidMaps/syncro-lines%20sketch-small.JPG



Torino-Tibet. le linee sincroniche
Le cosiddette “linee sincroniche” sono formate da fasci di energia che, percorrendo le cavità sotterranee della Terra, esercitano un’influenza determinante sulle regioni attraversate imprimendo quella caratterizzazione “magica” che contraddistingue alcune aree del pianeta.
Questo schema inusuale di interpretazione della realtà, elaborato da Oberto Airaudi, permetterebbe dunque di comprendere la ragione profonda per la quale certi aggregati urbani, come Torino o Praga, sono stati beneficiati dell’etichetta di “città magiche” o certe zone del pianeta, come il Piemonte, sembrino popolate più di altre da racconti che sfumano nella leggenda e che sconfinano nel terreno del mito.
Il motivo sarebbe dunque da ricercare nel passaggio, impercettibile per i nostri sensi mortali, di questi flussi di energia sotterranea che lambiscono il Piemonte, effondendovi le proprie tensioni positive.
Questi fiumi “carsici” esercitano la loro influenza sia attribuendo alle località che sorgono in corrispondenza della linea sincronica la natura di centri di irradiazione di energia magica sia trasformando le terre che si estendono al di sopra di questi giacimenti mobili d’energia in luoghi capaci di attrarre l’insediamento di popolazioni depositarie di conoscenze magiche appartenenti a diverse tradizioni.

Tratto caratteristico del Piemonte, che legittimerebbe l’alone magico che circonda la regione avvicinandone l’essenza intima a quella di lande esotiche come il Tibet, discende dal peculiare intreccio in quest’angolo di Occidente di una rete di quattro linee sincroniche, due orizzontali (identificate con il colore blu e contrassegnate dalle lettere A e B) e due verticali (colorate di rosso e catalogate con i numeri 5 e 6).
Queste linee si intersecano dando luogo alla formazione di due “nodi” provvisti di particolare energia: il primo deriva dall’incontro della linea sesta verticale con le due orizzontali e si trova in corrispondenza della città di Torino mentre il secondo, localizzato nel Canavese e generato dalla fusione della linea A orizzontale con la quinta e la sesta verticale, è stato scelto da Airaudi come luogo di fondazione della sua Damanhur.

Inoltre, quest’ondata di dinamismo magico che pervade le linee sincroniche, raggiungendo l’apice in prossimità dei nodi, non si limita a contagiare le terre lambite dal fiume sotterraneo, trasformandole in centri di irradiazione di energia magica, ma pone nel contempo in stretta correlazione il Piemonte con le altre regioni del pianeta attraversate dalle stesse linee permettendo di gettare luce sull’intreccio di rapporti tra popolazioni antiche anche molto distanti tra loro.
Quanto ai nodi, si è dunque constatato come uno dei due principali punti d’incontro tra le linee sincroniche piemontesi sia rappresentato da quella striscia di terra un tempo paludosa compresa tra il fiume Po e la Dora Riparia.

Proprio quest’angolo dell’odierna Torino potrebbe aver ospitato i primi abitatori dell’antica Taurasia, che la storia qualifica come Taurini (talora confondendoli con i Taurisci) e le fonti accreditano come appartenenti ad “antica stirpe ligure” (Plinio il Vecchio) o come “Semigalli” (Tito Livio), suggerendo la sovrapposizione del ceppo celtico sulla preesistente matrice ligure.
La documentazione storica, che scarseggia, si mescola alla mitologia greca ed egizia, sovente sfruttata per scopi celebrativi della dinastia di Savoia da scrittori di Corte quali Emanuele Thesauro, ora attribuendo la fondazione di Torino al principe egizio Eridano, il quale avrebbe portato con sé il culto tributato al Dio Apis simboleggiato dal toro, ora intrecciandone le origini con il mito olimpico di Fetonte, figlio del dio Sole, il quale, guidando il carro solare e provocando danni devastanti, sarebbe stato scaraventato per punizione da Giove nel fiume.

Come narra Apollodoro, le sorelle, disperate, sarebbero accorse sulle sponde del fiume piangendo lacrime d’ambra e venendo poi trasformate nei pioppi che accompagnano tuttora il corso del Po. Soltanto più tardi, i Celto-liguri chiamarono il fiume “Bodincus”, ed i Romani “Padus” dal termine che designa una specie di pino selvatico. Prendendo spunto da questi miti, Airaudi immagina la Torino delle origini come una cittadella sacra abitata esclusivamente da sacerdoti circondati da adepti delle conoscenze magiche di matrice egizia e celto-ligure, realizzando quella mescolanza armonica tra tradizioni nordiche e meridionali che caratterizza fortemente l’impronta magica della città.

Proprio questa preesistenza di conoscenze magiche coltivate dalle popolazioni stanziate in loco avrebbe esercitato un’influenza determinante sulla fondazione della colonia romana di Julia Augusta Taurinorum nel 25 a.C.. I Romani attribuivano solitamente grande importanza al rispetto dei “riti” tanto da assegnare loro anche la capacità di presiedere e regolamentare l’atto di fondazione di un nuovo insediamento. La castramentatio della città romana era infatti fondata sull’intersezione ad angolo retto dei due principali assi stradali: il Decumanus Maximus, l’attuale Via Garibaldi, che seguiva l’andamento Est-Ovest, ed il Cardo, corrispondente alla Via Porta Palatina, che invece era orientato lungo il canale Nord-Sud. L’orientamento Est-Ovest del Decumanus, in particolare, implicava che il tracciato riproducesse graficamente il percorso compiuto dal Sole nel corso della giornata con la nascita ad Est, fonte della vita, ed il tramonto ad Ovest, che simboleggia il declino.

Nel caso di Torino, secondo le annotazioni di Airaudi, si è scoperto che il Decumanus devia rispetto al consueto assetto di circa 30° riconducendo quest’anomalia non alla casualità bensì all’influenza di quel complesso di precedenti conoscenze magiche legate al territorio delle quali i Romani non poterono non tenere conto nella celebrazione dei riti di fondazione della colonia subalpina.
Le linee sincroniche, come si è anticipato, rivestono notevole importanza anche nella interpretazione dei rapporti, spesso oscuri, tra le popolazioni che colonizzarono il Piemonte ed altre regioni del pianeta. Riportiamo due esempi. La linea sincronica A orizzontale collega l’area subalpina al Mar Baltico e questo fluire di energie sotterranee potrebbe aver influenzato il moto di colonizzazione che portò l’antica stirpe dei Liguri ad estendere il proprio dominio sulle terre subalpine, fondendosi a partire dal VI secolo a.C. con i Celti. L’antichità della stirpe ligure è comprovata dall’accenno di Esiodo, confermato da Strabone, che immagina il dominio arcaico del mondo ripartito tra Sciti (allevatori di cavalli), Etiopi e Liguri (identificati dai Greci antichi come primi abitatori dell’Occidente).

Plutarco, nella Vita di Mario, descrive la battaglia di Aquae Sextiae (102 a.C.), che contrappose l’esercito di Teutoni ed Ambroni, accomunati dalla matrice etnica definita ora germanica ora celtica, alle legioni romane comandate da Mario. Egli si sofferma sul dettaglio del grido di guerra lanciato dagli Ambroni che cominciarono a far risuonare nel campo il nome con il quale essi si riconoscevano. I Liguri, mescolati all’esercito romano, riconobbero nel nome di “Ambrones” la stessa radice con la quale anticamente essi qualificavano la loro stirpe e risposero ripetendo quel termine. Questo episodio è stato adoperato dai cultori dell’interpretazione magica della storia come tassello d’un complesso mosaico che comproverebbe l’esistenza di rapporti tra i Liguri stanziati in area piemontese e antiche popolazioni nordiche o baltiche, tra cui gli stessi Ambroni.

Che i Liguri effettivamente vantassero ancestrali legami di parentela con gli Ambroni o consimili tribù, nel senso che fossero emigrati da quelle terre nordiche per colonizzare il Piemonte, non può essere accertato. Si scorge, tuttavia, una evidente coincidenza tra la circostanza riportata da Strabone e le indicazioni storiche che accreditano i Liguri come mediatori nei traffici commerciali di ambra, la preziosa resina fossile del Baltico, che veniva trasportata dall’estremo Nord per essere venduta a mercanti fenici e greci presso i porti della Provenza.
Ed è anche interessante constatare che l’immagine degli antichi Liguri come commercianti d’ambra si riflette nel mito greco delle lacrime versate dalle sorelle di Fetonte e trasformate nella preziosa resina solidificata. In Piemonte si riscontra anche un’elevata concentrazione di oggetti “magici” custoditi in luoghi segreti come, ad esempio, il Vello d’Oro. Quest’oggetto, appartenente alla mitologia greca, ricorda l’impresa degli Argonauti e di Giasone nella lontana Colchide, regione che si estende alle pendici del Caucaso digradando verso le coste del Mar Nero ed essendo solcata dalla linea sincronica B orizzontale che attraversa anche il Piemonte.

La figura mitizzata del Vello, in realtà, nascerebbe dalla consuetudine, in uso presso alcune popolazioni della regione, di adoperare pelli d’agnello per raccogliere le pagliuzze d’oro trascinate dalla forza dei fiumi che scendevano verso il mare. Questi granelli, intrappolati nel pelame, conferivano al vello quella veste dorata e luccicante che lo rendeva così affascinante, trasformandolo in oggetto mitico. Il Vello d’Oro, oggetto di contesa tra Greci e Troiani che ambivano a disporre delle sue proprietà magiche, è additato come il reale motivo di conflittualità che portò allo scoppio della guerra di Troia cantata dall’Iliade. Come discernere la verità storica dal mito? Nella bramosia di possesso del Vello d’Oro potrebbe scorgersi il riverbero mitologico della causa economica dello scontro militare, individuabile nel controllo dei traffici commerciali tra il Mar Ionio ed il Mar Nero. D’altronde, l’archeologo tedesco Schliemann riuscì nell’impresa di ritrovare i resti dell’antica Troia lasciandosi guidare unicamente dalle indicazioni riportate nell’iliade ……Tornando al Vello come oggetto magico, dunque, gli stessi miti che intravedono nel conflitto di Troia una contesa per il suo possesso, narrano anche che alcuni transfughi troiani, scampati all’incendio della loro città, abbiano peregrinato per mari e per monti approdando alfine in Piemonte e fondando alcune città. In una di queste località piemontesi si troverebbe dunque custodito il Vello d’Oro e, d’altronde, Troia si trova in prossimità della linea sesta verticale che solca anche il Piemonte. Verità o leggenda? E’ difficile discernere il discrimine tra le due dimensioni, soprattutto per quei periodi della Storia scarsamente illuminati da prove documentali o archeologiche. I confini tra i due mondi, talora, si spostano ma è bene lasciare alla leggenda il suo incontrastato dominio

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Le Linee Sincroniche della Terra e Luoghi ad Alta Energia
Le linee sincroniche rappresentano dei “grandi fiumi di energia che circondano il nostro Pianeta e lo collegano all’Universo.
Sono organizzati in un reticolo composto da nove linee verticali e da nove orizzontali che gli antichi cinesi chiamavano la “Schiena del Drago”. Le Linee Sincroniche trasportano pensieri e idee e attraverso di esse è possibile collegarsi a qualsiasi punto del pianeta.
La Terra è attraversata da diciotto Linee principali: nove con direzione Nord-Sud e nove con direzione Est-Ovest”.

Come per le nadi del corpo umano, l’intersecarsi di due o più linee determina un punto di regolazione dell’intero sistema energetico (per le linee sincroniche si parla di "nodo splendente"). Sui percorsi delle linee sincroniche ed energetiche del pianeta si sono stanziate civiltà, si sono eretti monumenti sacri e templi dedicati al divino e sono avvenute le più importanti migrazioni dei popoli che hanno abitato la Terra; queste linee infatti catalizzano il flusso degli eventi in quanto sono tracciati privilegiati delle sincronicità spazio-temporali.

Nel loro insieme queste linee costituiscono una sorta di sistema nervoso della Terra, in quanto veicolano nel loro flusso pensieri ed emozioni collettive, e (come sopra accennato) possono accelerare il corso degli avvenimenti intervenendo sulle probabilità.
La rete di linee sincroniche non ha una natura propriamente elettromagnetica bensì - potremmo dire - psicoenergetica (“sono linee nelle quali viaggiano la conoscenza, l’immaginazione, il linguaggio emozionale, l’elevazione dello spirito, le trasformazioni dal punto di vista psichico, l’accesso alle altre dimensioni e la sostanza-non-sostanza, cioè quella forma di energia sottile che è modellabile con il pensiero”); seguendo un criterio di similitudine tra il corpo umano e il pianeta possiamo asserire che esistono varie tipologie di reticolati energetici, come nel corpo coesistono i tracciati dei meridiani dell’agopuntura, le nadi (canali di energia) della tradizione vedica, le linee di Calligaris, ecc…così nella Terra possiamo trovare tracciati energetici di ordine e natura differente, molti dei quali conosciuti alle civiltà che ci hanno preceduto e - in epoca più recente - anche ai costruttori delle cattedrali.

Il corretto funzionamento del reticolato energetico terrestre è importantissimo per la salute del pianeta e dei suoi abitanti: oggi purtroppo tale funzionamento è gravemente ostacolato da costruzioni e comunità moderne edificate senza alcun rispetto del sacro e dalla continua creazione di forme pensiero dense e negative.
Esistono e sono sempre esistiti dei veri e propri “guaritori della Terra” che, in maniera organizzata all’interno di un culto specifico o in maniera indipendente ed individuale, aiutano il pianeta a riequilibrarsi intervenendo come farebbe un agopuntore su di un corpo umano.

Di seguito citiamo alcuni reticolati scoperti nei primi decenni del novecento:
∙ Nel 1921 Alfred Watkins intuisce l’esistenza di una correlazione invisibile tra certi luoghi di culto, sentieri e megaliti della zona di Blackwardine, Herefordshire (Inghilterra), nasce così il concetto dei “Leys” tutt’oggi utilizzato in Archeologia; in pratica si è potuto verificare che esistono lunghe linee rette di congiunzione ed allineamento tra vari luoghi sacri del Neolitico, linee che hanno, appunto, ricevuto il nome di Leys. I Leys tracciano le linee energetiche della Terra ed i megaliti collocati su di esse costituiscono dei relé di regolazione tellurico-cosmica, pensate che solo nella zona di Carnac (in Francia) vi sono tremila menhir allineati per chilometri!

∙ Nel 1936 il filologo francese Xavier Guichard pubblica il libro “Eleusis-Alesia” dove riporta la scoperta di misteriosi allineamenti esistenti tra paesi di tutta Europa accomunati da alcune peculiari caratteristiche: l’assonanza nel nome con la parola ”Alesia” e la collocazione in vicinanza di fiumi, pozzi o fonti di acque minerali. Nell’antico idioma indoeuropeo alis significa asilo, rifugio, ed è straordinario verificare come esistano molte città che richiamano tale vocabolo nel loro nome e come tutte convergano verso una cittadina della Francia meridionale oggi nota come Alise-Saint-Reine e un tempo chiamata Alesia (ad Alise si trova la “Fontana inesauribile di Santa Regina” che, si narra, ha guarito 50.000 ammalati).Tra le città allineate troviamo Alassio in Liguria, Aliso in Corsica, La Aliseda in Spagna e molte altre; è probabile che il “ristoro” possibile in queste località non sia solo di tipo fisico per eventuali pellegrini, ma che possa essere soprattutto di natura spirituale in virtù delle caratteristiche energetiche di questi luoghi collocati in punti speciali del reticolato terrestre.
linee sincronice
Il luogo è per definizione “una porzione di spazio materialmente o idealmente delimitata”. Dalla notte dei tempi, le necessità fondamentali dell’essere umano sono rimaste inalterate: reperire il nutrimento fisico e spirituale. E’ per rispondere a questo bisogno primordiale, che l’uomo nel corso dei millenni, ha delimitato fisicamente ma soprattutto idealmente, luoghi particolari per caratteristiche geofisiche ed energetiche.
Energia, un termine derivato dal greco, dato dalla fusione di due parole, "en" dentro ed "ergon", lavoro, opera.
Dunque, Luoghi d'Energia,ovvero porzioni di spazio idealmente o materialmente delimitati in grado di produrre autonomamente e intimamente un lavoro. In altre parole luoghi capaci di estrinsecare energie di varia natura che inevitabilmente si compenetrano e interagiscono con tutte le altre forme di energia, inclusa quella compressa, ovvero, la materia.
Associare i due termini ed i significati che sottendono è invero abbastanza arduo ed inusuale almeno per l'uomo moderno, ma questo concetto è stato il fondamento su cui si è basata la ritualità e quotidianità umana in ogni epoca ed ad ogni latitudine. I luoghi d'energia o luoghi alti come li definiscono i francesi, hanno da sempre rappresentato un punto di riferimento, per l'uomo alla ricerca del benessere, della salute fisica ma soprattutto del contatto col trascendente.
Nel corso dei millenni, in virtù delle loro caratteristiche, questi luoghi sono divenuti luoghi di culto, in onore di divinità le più disparate, o luoghi di cultura e potere. Paradossalmente questo intimo legame tra energia e fede, energia e conoscenza, ne ha decretato l'alienazione e l'oblio.

Le nebbie del passato, vanno gradualmente dissolvendosi e da più parti autorevoli voci si alzano, nel tentativo di portare l'uomo, a riappropriarsi di quella cultura e quella conoscenza che gli erano proprie. Purtroppo, agli albori del terzo millennio, vittima consapevole eppur complice di una fretta imperante, l'uomo ha poco tempo e poca voglia di porsi domande e in questo contesto di cultura preconfezionata, preferisce assumere una forma mentis non propria alla quale si conforma e si adatta.

Così, purtroppo, molti richiami cadono nel vuoto. Se per esempio le teorie del Dottor Hartmann, fossero state recepite con più attenzione, oggi forse saremo qualche passo avanti, nell'irto ed erto cammino per il recupero della conoscenza e padroneggeremo un un sapere che è invece relegato ancora al mondo delle cose oscure e nascoste.

Un sapere che era proprio di tutte le culture antiche e che era stato trasmesso e conservato con cura da generazioni di sciamani, sacerdoti, veggenti, sensitivi, druidi, profeti, monaci e architetti. Ecco dunque il perché di questo luogo ideale e materiale, un tentativo modesto di aprire uno spiraglio, di esplorare il nostro mondo, di concepire la Terra come un essere vivo e pulsante capace di agire, reagire e soprattutto interagire con l’uomo e la sua energia. Templi, caverne, menhir, piramidi, moschee, piccole pievi romaniche o maestose cattedrali, chi di noi in certi luoghi non si è sentito almeno una volta accolto, abbracciato, sollevato, e il suo respiro si è fatto sincrono, ritmato, con un respiro più ampio, immenso... Questi luoghi che dalla preistoria hanno richiamato a se l’uomo, sono stati frequentati, armonizzati, modificati, usurpati, ma ancora oggi il battito della terra è forte e presente.


I Luoghi
Che cos'è dunque un luogo d'energia? E' scientificamente provato che utilizziamo solo il 10% delle nostre potenzialità cerebrali. Anche la percezione, attraverso i nostri sensi, è parziale. Riusciamo ad udire solo determinate frequenze, così come riusciamo a vedere e percepire solo una gamma limitata di radiazioni cromatiche. Tutto ciò è considerato normale, mentre non si pensa altrettanto di persone che estrinsecano capacità "extrasensoriali".

Un rabdomante per esempio riesce a sentire l'acqua diversi metri sotto terra, un radioestesista riesce a captare le energie sottili o le onde di forma. Tali facoltà erano nei tempi passati considerati doni, coltivate, e sfruttate. Ebbene i luoghi d'energia, naturali o creati con intervento umano, sono quei luoghi che contribuiscono ad aumentare le nostre percezioni, il nostro benessere, il nostro metabolismo, fino a giungere a diretto contatto con il trascendente. L'attenzione estrema che i nostri antenati ponevano nell'ascoltare il ritmo della terra, li portava non solo a identificare i luoghi d'energia, ma anche i luoghi dove fosse insalubre abitare, vivere, lavorare.

Le conoscenze della salubrità o meno dei luoghi sono stati quasi sempre appannaggio della casta sacerdotale. Nell’antichità i cinesi sceglievano i luoghi dove costruire secondo lo studio delle simmetrie dell’ambiente circostante. Greci e latini, facevano pascolare e dormire le greggi per un anno sui terreni dove volevano costruire. Nei vecchi monasteri in Himalaya si orientavano le celle per i monaci in modo che fossero contenute entro una cella del reticolo di Hartmann, e quindi in zona neutra. Gli antichi luoghi sacri pagani e paleocristiani sono pieni di energia positiva.

Dolmen, obelischi, menhir, piramidi e poi le grandi cattedrali, i costruttori hanno sempre tenuto in considerazione lo studio e la ricerca di luoghi carichi di energie positive e di neutralizzazione delle energie negative.
I menhir punteggiano la superficie della terra dall'estremo oriente fino in Irlanda, sull'isola di Pasqua come in Africa o in Australia, in Sudamerica come negli attuali Stati Uniti. La cultura megalitica permetteva all'uomo di rilevare i nodi geopatogeni, o zone ad energia negativa. Collocare a terra un menhir, equivaleva a praticare una sorta di agopuntura per trasformare le griglie vibratorie negative, una sorta di sanificazione del terreno e gli obelischi di pietra fungevano da trasmettitori che irradiavano in nella zona circostante energia positiva, una funzione che anche oggi continuano ad avere.

Gli antichi Romani, non solo orientavano tutte le costruzioni in relazione ai reticoli, come del resto i Celti prima di loro, ma il tracciato delle loro strade, seguendo le indicazioni degli Auguri, evitava quando possibile luoghi ad energia negativa. Questo per ridurre l'affaticamento dei loro soldati in marcia. Così nell'antica India, le griglie sono state usate per definire il concetto degli otto dishas, (orientamenti) e più precisamente per definire l'orientamento delle tempie ( e quindi della testa ), in relazione alle zone ove risiedere, come è spiegato nei Vastushastras.

I costruttori di cattedrali nel medioevo, oltre a sfruttare luoghi già conosciuti dal punto di vista cultuale ed energetico, eressero meravigliose torri, aventi, tra l'altro, la funzione di antenna ricetrasmittente di energie cosmotelluriche. In definitiva alcuni luoghi furono selezionati, frequentati, modificati, al fine di potenziarne la salubrità e quindi migliorare le condizioni della vita materiale degli uomini, altri invece furono selezionati e potenziati a fini terapeutici o per innalzare lo spirito verso mondi superiori.

i Chakras della Terra
 i Chakras della Terra


Tratto da: FRANCIA VINCENZO
Pubblicato Su: ASTRONAVE PEGASUS

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