Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali)

Trai vantaggio dai consigli che un saggio mette egli stesso in pratica (Hazrat Ali) Il prezzo della conoscenza è la responsabilità di condividere (Anonimo)

lunedì 31 gennaio 2011

DAL COPYRIGHT ALLA CENSURA WEB

http://eatoniano.files.wordpress.com/2010/09/censura.jpg?w=450

Un gruppo di associazioni scrive una lettera aperta al Parlamento sul regolamento che l'Autority ha messo in consultazione pubblica. "È anticostituzionale". Con un pretesto potrebbero chiudere siti come WikiLeaks

di ALESSANDRO LONGO
STA PER arrivare in Italia un sistema automatico e diretto per sequestrare siti esteri, di qualsiasi tipo: da Wikileaks a giornali online stranieri; da blog a video amatoriali. E' quanto sostiene una campagna che partirà oggi pomeriggio, firmata da numerose associazioni e inviata in forma di lettera aperta indirizzata al Parlamento. Nel mirino c'è una delibera Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) sul diritto d'autore e ora in consultazione pubblica. Prende forma quindi un allarme che già era nell'aria 1: cioè che quella delibera potrebbe trasformarsi in uno strumento di censura di siti stranieri. Ne sono convinti gli aderenti alla campagna, che con iniziative e spot su vari media: Adiconsum, Agorà Digitale di Marco Cappato (Radicali), Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio. Un sito web 2 consentirà chiunque di aderire alla campagna e di seguirne gli sviluppi. La lettera parla di rischio che nasca un "un sistema di controllo e censura pervasivo". E denuncia come "anticostituzionale" la delibera. Che adesso è in consultazione pubblica e sulla quale in meno di un mese la stessa Agcom - sentiti i pareri - dovrà prendere una decisione.
"Il motivo di questo allarme si scopre tra le righe della delibera Agcom", spiega Fulvio Sarzana, avvocato esperto di internet e tra i promotori della campagna. "Si legge che Agcom si riserva il diritto di sequestrare (cioè di impedirvi l'accesso agli utenti italiani) siti prevalentemente adibiti alla violazione del copyright o i cui server sono posti all'estero. Come si vede, con quella congiunzione "o" si apre un mondo". "Qualunque cosa connessa al diritto d'autore e posta all'estero può finire nel mirino dell'Authority, che deciderebbe il sequestro in autonomia, senza passare dall'autorità giudiziaria. E' una cosa inaudita nei Paesi democratici. Ed è incostituzionale", aggiunge Sarzana. "Addirittura si legge in delibera che nelle intenzioni dell'Authority questo sistema di sequestro dovrebbe diventare automatico".

Che cosa potrebbe succedere? "YouTube, che ha server in Irlanda, diventa irraggiungibile dall'Italia per un singolo video pirata", dice per esempio Sarzana, secondo cui inoltre la tutela del copyright potrebbe essere il pretesto per sequestrare siti o blog con contenuti sgraditi a qualcuno. "Nella trappola potrebbe capitare anche Wikileaks. Basta che qualcuno affermi che uno di quei documenti riservati viola il diritto d'autore e verrebbe sequestrato l'intero sito. Quando il server è all'estero, infatti, non si possono colpire i singoli file o pagine incriminate". Certo, i membri dell'Authority hanno ribadito che quella delibera serve solo a tutelare il diritto d'autore. "ma non conta quello che dicono a voce, bensì ciò che c'è scritto. E quello che c'è scritto dà gli strumenti per censurare siti e contenuti posti all'estero", continua Sarzana.

"Per scongiurare che tutto ciò avvenga in modo silenzioso, ci appelliamo all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni affinché effettui una moratoria sulla nuova regolamentazione sul diritto d'autore", si legge nella lettera. "Temiamo che i compiti che la regolamentazione affiderebbe all'Autorità Garante assumeranno dimensioni difficilmente gestibili dalla stessa Autorità e porteranno presto ad una congestione a cui seguirà probabilmente approssimazione o mera discrezionalità". I firmatari chiedono infine che sia il Parlamento, e non l'Authority, a partorire una nuova legge sul diritto d'autore.

"In questo modo si otterrà il risultato di ridare al Parlamento il ruolo di interlocutore privilegiato con la società civile, e di rispettare il principio di separazione dei poteri dello Stato". A chiedere all'Authority l'inedito compito di fare una legge sul diritto d'autore è stato il decreto Romani (di Paolo Romani, attuale ministro dello Sviluppo Economico). Che sia stata una forzatura lo sa bene però anche l'Agcom, che infatti in questo stesso contesto ha chiesto appunto al Parlamento 3 e al Governo di occuparsi di una revisione delle leggi sul diritto d'autore. Come a dire: noi lo facciamo perché ce l'ha imposto un decreto; ma anche noi sappiamo bene che questo dovrebbe essere compito di altre istituzioni. (30 gennaio 2011)

Articolo da: REPUBBLICA

TEST DI AGGIOTAGGIO


SvegliaTi…Impara a pensare con la tua Testa!



Tunisia, Egitto, Albania: il mondo si sta svegliando. E l’Italia?

Tunisia, Egitto, Albania: il mondo si sta svegliando. E l’Italia?

Ci siamo accorti che il mondo ai nostri confini è in fiamme? E che le colonne di fumo sono visibili quasi a occhio nudo? Ma chi è stato a provocarle? Terroristi? No, comuni cittadini, disperati, esasperati dall’ingiustizia sociale e stremati dalla crisi. In altre parole, i veri terroristi contro cui gli Stati, Occidente compreso, si sono armati negli ultimi dieci anni.
Apriamo bene gli occhi, aguzziamo le antenne. Prima la Tunisia, poi Algeria ed Egitto e, appena al di là dell’Adriatico, anche l’Albania è prossima all’esplosione. Se credete alla versione semplificata dei media, secondo cui la popolazione ha deciso di porre fine a regimi poco o nulla democratici, allora continuate pure a dormire sonni tranquilli.
Però fate attenzione, perché i paesi a ferro e fuoco non sono mai stati così tanti e così vicini nello stesso istante. Inoltre, alcuni di questi paesi, seppur controvoglia, sono considerati partner strategici del democratico Occidente, non paesi-canaglia, anche se forse molto più ambigui nei confronti del terrorismo.
Il quasi-defunto Mubarak è sicuramente un dittatore mascherato da Presidente della Repubblica, ma è stato anche un ago della bilancia in una regione-polveriera. La sua fine (fonti israeliane lo danno tra l’altro malato terminale di cancro) non può essere priva di conseguenze imprevedibili: un effetto-Yemen in Egitto, con la notevole differenza di legami economici, politici e diplomatici nei confronti dell’Occidente e di Israele, potrebbe essere la scintilla che provocherà un conflitto mondiale.
In altre parole, potrebbe anche essere il segnale che qualcosa stia sfuggendo di mano anche a chi ha sempre mantenute salde le redini degli eventi.
Del resto, se appena al di fuori dell’Unione Europea i conti si regolano con il sangue, anche al di qua dei confini i focolai non sono pochi. Abbiamo visto quel che è successo in Grecia e come è successo. Parigi ha avuto i suoi guai con le pensioni. Ora in Belgio, sicuramente con più aplomb, la popolazione sta manifestando contro un governo che manca da otto messi malgrado le elezioni, e contro una crisi economica non certo più mite di quella greca, tanto che  l’unica soluzione sembrerebbe una secessione della parte fiamminga.
E che dire dell’Italia, dove abbiamo assistito alle prove tecniche di rivoluzione, culminate nell’inferno del 14 dicembre scorso a Roma? Fin quando si terranno a bada i malumori con gli scandali sessuali di Berlusconi, possiamo anche sperare che la gente dimentichi: del resto, le bagarre servono soprattutto per distrarre e assorbire le attenzioni. Ma se l’entità della nostra crisi è proporzionata al chiasso creato in queste settimane su quattro puttane per silenziarla, allora prepariamoci al peggio, che potrebbe verificarsi tra poche settimane, quando la cassa integrazione finirà per molti. Caro Berlusconi, se sei disposto a lasciarti massacrare in questo modo – il potere del resto ha il suo prezzo e regnare è sempre anche espiare – che cosa mai ci starai nasconendo, vittima del tuo stesso lessico messianico di qualche anno fa?

video
RUGGIRE SEMPRE Il canale YOUTUBE di vlang61


MIAO RONF RONF

domenica 30 gennaio 2011

Tra amiche abbiamo deciso di fare qualcosa di speciale su Facebook!



In un periodo in cui la stampa, voyeristica e morbosa, sembra attribuire alle donne come unica professione "il lavoro più antico del mondo", riscopriamo le grandi donne del passato, per permettere a quelle del presente di avere modelli diversi di identificazione e non inibire lo sviluppo di quelle del futuro.
Scegli una grande donna della storia e usane la foto nel tuo profilo.
Inoltrate questo messaggio a quante piu' donne conoscete.
Io aderisco con convizione.
Sento che non ce la faccio più a stare zitta nella speranza che qualcosa cambi.
Messaggio inviatomi da Laura P.


P.S. Di LuisLuce:
L'Invito è esteso a Tutti indistintamente dal sesso! Chi Lo desidera può condividere liberamente anche rimanendo con la propria immagine del profilo. Quello che fa la differenza è l'energia d' amore e di comunione che si crea e si diffonde al di sopra delle strumentalizzazioni ♥ Chi la pensa diversamente può cancellare il tag e consentire al messaggio iniziale di veicolarsi tra persone affini.
Grazie  LuisLuce

sabato 29 gennaio 2011

TELEFONATA DI SILVIO AD ALDO GIOVANNI GIACOMO


           IENE RIDENS 

ALCUNI INGANNI SPIRITUAL-QUANTISTICI




Alchimia: passata alla storia come trasmutazione del piombo in oro, l'alchimia è invece organica e serve alla rinascita dell'essere umano.

Caduta: la caduta è nell'oblio delle origini, in una percezione illusoria e limitata alla vista, nel credo falso della divisione. La risalità è usare le proprie potenzialità.

Campo Elettromagnetico: è il campo illusorio, il fratello minore, l'usurpatore del trono su cui è assiso il vero RE, il campo nucleare debole.

Complotto: è molto più vasto di quanto si creda e riguarda qualsiasi conoscenza. Chi crede al complotto lo alimenta e non osserva il vero nemico: la propria paura.

Democrazia: non è mai esistita, è un'oligarchia che coltiva i valori virtuali della matrix (denaro, interesse bancario, divisione tra deboli e forti, ecc.).

Divisione tra Bene e Male: la divisione tra eros e tanatos è l'arbitrio delle religioni e di tutti i moralisti che ignorano l'etica naturale, fatta di rispetto e sincerità.

Dualismo Onda-Corpuscolo: la visione duale della materia, esaltata dalla fisica quantica, non ha compreso il ruolo delle ROTAS e dell'OPERA che le anima.

Fisica Quantica: teoria delle probabilità, scambiata per certezza; calcola il caso e non conosce le cause, conserva il grande inganno: il tempo unico e lineare.

Illusione: è vera, ma solo un passo per sviluppare la coscienza - la percezione dell'infinito universo - e la volontà - l'azione coerente con lo scopo: l'utopia.

Massa Critica: è falsa. La FORZA, portata da miliardi e miliardi di massicci bosoni, ha un energia miliardi di volte quella della matrix e la può cambiare in un attimo.

Nibiru: citato dai catastrofisti, Nibiru fa parte della grande illusione, l'idea falsa che la materia sia composta di palle piene in uno spazio vuoto.

Rivoluzione Copernicana: un colossale inganno di tutti coloro che credono "reale" solo ciò che vedono in frequenze ottiche, cioè quasi niente.

Spazio in Cielo: le distanze sono calcolate credendo al principio copernicano valido solo se lo spazio è vuoto, omogeneo e isotropo. Lo spazio è pieno, disomogeneo e dipendente dalla direzione. Le distanze astronomiche possono essere tutte false.


Tempo in Terra: tutti osservano periodi, ritmi; oggi si misura il tempo atomico effetto del decadimento radioattivo, supposto immutabile nel tempo; l'ipotesi è come un serpente che si morde la coda (Il Parto della Vergine e Baby Sun).
Tutto è UNO: e perché non UNA? Dell'UNO/UNA abbiamo osservato solo la luce visibile riflessa dalla materia vergine, l'UTERO... destinato a svanire.
Vibrazione: "tutto è vibrazione" frase tipica dei maestri spirituali, ha introdotto una nuova moneta - la frequenza - diviso le frequenze alte dalle basse e ignorato il movimento universale generato dalla Forza, la Vita: la rotazione.

“Nessuno alzarà gli occhi al cielo” scriveva Giordano Bruno, parlando dei tempi che avrebbero precorso l’EVENTO epocale. Tutti sono, infatti, concentrati sul sesso come possesso, sulla donna come oggetto o come tutrice della mentalità maschilista dominante.

L’EVENTO è imminente, annunciato da molte profezie e confermato da fenomeni osservati, ma poco diffusi e male interpretati.
Li descrivo nel mio libro, IL PARTO DELLA VERGINE.


Autore
Giuliana Conforto

venerdì 28 gennaio 2011

TEMPESTA POLARE

La copertina di Tempesta polare (dvd)
La copertina di Tempesta polare (dvd)

A parte la trama del Film, mi chiedo se gli avvenimenti descritti, sono possibili scenari in cui la Terra verrà  coinvolta in un prossimo futuro...Brrrr che freddo! By LuisLuce

 Un meteorite si stacca dalla cometa Coperinco e colpisce il luogo dove vivono il Dott. James Mayfield, rispettato astro fisico, e la sua famiglia. James è l’unico testimone vivente dell’accaduto. Come conseguenza dell’impatto il campo elettromagnetico della Terra gradualmente si sbilancia creando delle tempeste di onde capaci di eliminare qualunque dispositivo elettronico o chiunque vi sia a contatto. Toccherà al Dott. Mayfield trovare una soluzione prima che i poli della terra si invertano…

Vedi in streaming quì

UN SEGACE PUNTO DI VISTA




COSE CHE DOVREMMO IMPARARE DAI CANI

1.   Non perdere mai l'occasione di fare una passeggiata.
2.   Quando le persone che ami arrivano a casa, corri sempre a salutarle.
3.   Quando ti conviene, metti in pratica le regole dell'obbedienza.
4.   Fai sapere agli altri quando hanno invaso il tuo territorio.
5.   Corri, salta e gioca un po' ogni giorno.
6.   Mangia con gusto e con entusiasmo.
7.   Sii leale.
8.   Non fingere di essere quello che non sei.
9.   Se quello che vuoi è nascosto, scava finchè non lo trovi.
10. Quando qualcuno ha una brutta giornata, stai buono, siediti vicino e dagli una spintina delicata.
11. Richiedi attenzioni e permetti alle persone di toccarti.
12. Evita di mordere quando basta un semplice ringhio.
13. Quando fa caldo, bevi molta acqua e riposati all'ombra.
14. Quando sei felice, danza tutto intorno e scodinzola con tutto il corpo.

COSE CHE I CANI DOVREBBERO RICORDARE


1.   L'uomo che raccoglie l'immondizia non sta rubando la nostra roba.
2.   Devo scrollarmi la pioggia dalla pelliccia prima di entrare in casa.
3.   Non devo alzarmi di colpo quando sono sdraiato sotto al tavolino del salotto.
4.   Non devo far rotolare i miei giocattoli sotto al divano.
5.   Non devo mangiare la pappa dei gatti né prima né dopo che l'hanno mangiata loro.
6.   Non si vomita in macchina.
7.   Non devo più mangiare i calzini e depositarli in giardino dopo averli digeriti.
8.   Il giornale non è un pacco di biscotti.
9.   Non masticherò più lo spazzolino da denti del mio umano senza dirglielo.
10. Non masticherò più i pastelli e i pennarelli, specie quelli rossi, o i miei umani crederanno che io abbia un'emorragia.
11. In macchina non devo insistere per avere il finestrino giù quando fuori piove.
12. Non devo rubare la biancheria del mio papà quando lui è in bagno.
13. La mia testa non deve stare nel frigorifero.
14. Non devo mordere la mano del vigile quando la mette dentro la macchina per prendere la patente e il libretto della mamma.
15. L'agenda di lavoro della mamma non è un gioco da rosicchiare.
16. Se proprio devo vomitare, non devo farlo sul tappeto per non sporcare il pavimento.
17. I ciclisti al semaforo solitamente non attaccano le macchine.



CANE SEI IL BENVENUTO

giovedì 27 gennaio 2011

IL CONTATTO



Jean-Pierre Giudicelli, dirigente della sezione francese dell'Ordine di Myriam

QUANDO LA CHIESA MANGIA....SENZA PAGARE IL CONTO

C'è una piccola diocesi che da qualche settimana ha tolto il sonno alle notti di Papa Benedetto XVI.
Una chiesa che custodisce un segreto che potrebbe travolgere il Vaticano. Stavolta non si tratta della curia americana o di quella irlandese, implicate negli scandali dei preti pedofili. Né di ecclesiastici italiani, finiti nelle inchieste dei magistrati sulla "cricca" capitanata da Angelo Balducci e sul presunto riciclaggio dello Ior scoperta da Bankitalia. La basilica che angoscia Joseph Ratzinger e i suoi uomini di fiducia, Tarcisio Bertone su tutti, è quella di Maribor, cittadina nel nord Slovenia famosa per ospitare una gara di slalom della coppa del Mondo di sci.
La città rischia, ora, di diventare celebre anche per uno dei più gravi crac finanziari della storia della Chiesa: l'arcidiocesi, oltre a pascolare le anime di poco più di 100 mila fedeli, si è infatti lanciata negli ultimi anni in investimenti quantomeno spericolati. Sarà stata l'incompetenza del vescovo (rimosso da poco), sarà stata la crisi economica mondiale unita a qualche colpo di sfortuna, fatto sta che la chiesetta e le società da lei controllate sono riuscite ad accumulare la bellezza di oltre 800 milioni di euro di debiti. Un buco mostruoso che attualmente nessuno è in grado di coprire: il rosso è pari al 2 per cento dell'intero prodotto interno lordo sloveno e, per fare un raffronto, è tre volte superiore alle entrate registrate nell'ultimo bilancio del Vaticano.

Il default è dunque molto probabile, e avrebbe pochi precedenti nella storia della Santa Sede.
Sono in molti a tremare, a Roma e a Lubiana: perché l'esposizione pesa su varie banche, compresa Unicredit, e su circa 30 mila risparmiatori sloveni.

Ma come è stato possibile che una minuscola arcidiocesi abbia accumulato in una ventina d'anni debiti degni di una multinazionale? "L'espresso" ha consultato documenti riservati e parlato con autorevoli fonti slovene, che definiscono la situazione semplicemente "catastrofica". Andiamo con ordine, partendo dalla fine. Da quando a San Pietro s'accorgono dell'enormità del bubbone causato dalle avventure finanziarie del vescovo Franc Kramberger. La scoperta avviene quasi per caso, quando a fine 2007 una tv controllata dalla Chiesa slovena si mette a trasmettere programmi pornografici. Sui giornali locali scoppia il pandemonio. A Roma sono preoccupati, anche perché negli stessi giorni il vescovo di Maribor manda al Vaticano una strana richiesta: vuole essere autorizzato ad aprire due mutui da 5 milioni di euro l'uno.

Le gerarchie competenti iniziano a sentire puzza di bruciato, chiedono lumi al nunzio apostolico in Slovenia. L'ambasciatore del papa intuisce che dietro ai filmini hard che la tv dei preti usa per sbaragliare la concorrenza c'è altro, qualcuno inizia a sussurrare di esposizioni milionarie e investimenti folli. Monsignor Mauro Piacenza, allora segretario della Congregazione per il clero, comincia così a chiedere alla diocesi informazioni più dettagliate.

Prima sulla società di comunicazione T-2, quella che controlla la tv, poi su tutti i conti e le varie holding controllate dalla diocesi. Le risposte arrivano dopo mesi, omissive e incomprensibili: Piacenza avverte così Bertone e il papa si decide di spedire a Maribor un ispettore di fiducia per studiare le carte da vicino. Gianluca Piredda, esperto di bilanci, arriva in Slovenia all'inizio del 2010 con il titolo di "visitatore apostolico". Ci mette poco a capire che il dissesto dell'arcidiocesi è di proporzioni bibliche. Le sue conclusioni vengono spedite in un rapporto a Roma lo scorso ottobre.
"L'espresso" è in grado di rivelarne il contenuto.
La piccola chiesa ha fatto il passo più lungo della gamba, creando un grande impero economico che ora traballa. L'avventura parte all'inizio degli anni Novanta, quando la diocesi di Maribor costituisce la banca Krek (in dieci anni diventa il decimo istituto del Paese, nel 2002 viene venduto) e una società commerciale (la Gospodarstvo Rast). Passa qualche anno, e nascono due holding per investimenti e business assortiti, la Zvon 1 e la Zvon 2, controllate a loro volta dalla Rast.

Fonte: nibiru2012.forum

caro Ratzinger,ti prenderai le tue responsabilità?
Alex

mercoledì 26 gennaio 2011

IL TESTAMENTO DI GESU'

Il testamento di Gesù Ho appena finito di leggere l' avvincente romanzo giallo pubblicato da   Piemme:
Il testamento di Gesù di Eric Van Lustbader.
Il libro ci narra le avventure in cui Braverman - Bravo per gli amici- si trova a vivere dopo la morte del Padre.
Bravo ha sempre saputo che suo padre xustodiva dei segreti. Passava dei lunghi periodi fuori casa, senza dare spiegazioni. Lasciava la famiglia da sola, scomparendo per lunghi periodi. Fin da piccolo, il padre lo costringeva a studiare i misteri, l'architettura sacra, le lingue antiche. Lo coinvolgeva in giochi d'abilità e a risolvere strani enigmi e crittografi. Ma è solo quando il padre Dexter Shaw muore in una misteriosa esplosione che Bravo scopre l'enormità del segreto del padre, membro da anni dell'Ordine degli Gnostici Osservanti, una setta fondata dai seguaci di San Francesco d'Assisi e ritenuta estinta secoli prima. Per più di ottocento anni, l'Ordine ha tenuto celato una preziosa reliquia in grado di scuotere fin dalle fondamenta la cristianità: un frammento del testamento attribuito a Gesù Cristo in persona e una fiala con dentro un elisir chiamato la quint'essenza. Dexter era l'ultimo Custode dei segreti e del luoghi in cui erano stati sepolti. Ora spetta a Bravo, studioso medioevale e criptologo, raccogliere l'eredità paterna seguendo gli indizi lasciati per lui. Ad accompagnarlo c'è Jenny, una Guardiana dell'Ordine che ha il compito di proteggerlo. Un'impresa ardua, perché Bravo scopre in fretta che molti, per impossessarsi del tesoro sarebbero disposti a tutto, anche a mentire e a uccidere. Un'altra società segreta, i Cavalieri di San Clemente, originariamente fondata e sostenuta dal papato, inseguono i segreti fin dai tempi delle crociate. Bravo è l'ultimo ostacolo che separa i Cavalieri dal loro obiettivo. Un colpo di scena dietro l'altro, con persone che non si fermeranno davanti a niente e a nessuno fann di questo triller un romanzo che ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine.
By LuisLuce.

QUIETE

Fosti Tu con la tua sensibilità a voltarti dicendomi
di fotografare l'orizzonte.
Dopo che il sole fu tramontato
calò la notte sul nostro amore
ma  la quiete non si è cancellata .
Grazie Vincenzo!
By Luisluce


martedì 25 gennaio 2011

RETURN TO INNOCENZE


 Artista: Enigma
Titolo: Return to innocence
Titolo Tradotto: Ritorno all'innocenza


 

amore-devozione
sensazioni-emozioni
non essere spaventato di essere debole
non essere troppo fiero di essere forte
guarda solo nel tuo cuore amico mio
e sarà il ritorno a te stesso
il ritorno all’innocenza

se vuoi,inizia a ridere
se devi,inizia a piangere
sii te stesso non ti nascondere
credi nel destino

non preoccuparti di ciò che dice la gente
segui solo la tua strada
non rinunciare e perdere la possibilità
del ritorno all’innocenza

non è l’inizio della fine
è il ritorno a te stesso
il ritorno all’innocenza

lunedì 24 gennaio 2011

UN MESSAGGIO PER GLI AMICI DI "STAZIONE CELESTE"

Pubblico questo messaggio anche se  indirizzato agli Amici Di Stazione Celeste .
Lo trovo di grande conforto, specialmente per Tutti coloro che negli ultimi giorni si sono chiesti quando superemo la linea di confine e  ci potremo godere quei doni a noi promessi con l'arrivo della 5°Dimensione.
Un pensiero continua a girarmi in testa, ricordandomi che stiamo interpretando un ruolo speciale in questo  gioco chiamato vita. A causa del velo  non ricordiamo le regole o gli accordi, ma è nostro dovere andare in fondo senza distruggere quello che di nuovo abbiamo creato nelle nostre vite.
Siamo frequenza incarnata, per cui tutto quello che dobbiamo fare è lasciarsi fare, arrendersi e avere fede nella Creazione.
L' Universo e l'Energia che ci ha desiderato e voluto e di cui conteniamo i codici si potrà esprimere in tutta la sua bellenza solo se ci manterremmo saldi nella dimensione e nel raggio della "Grazia".
Questo è un promemoria per i nuovi Umani Divini.
Un Abbraccio Di Luce.
By LuisLuce





Il vostro cuore, può essere il vostro cuore e solamente esso che vi apre la porta dell'infinito. E perchè questa porta possa essere aperta, non basta coscienza, non basta volontà, non basta l'intento di voler accedere alla coscienza più alta dello spirito. Il grazie e l'amore, questo è ciò che apre. E quanto più voi vi ricordate l'appartenenza al vostro esistere umano, alle dimensioni di terra che avete scelto, tanto più vi ricordate chi voi siete e potete vedere il vostro colore. Ognuno di voi ha in sé il seme della vita, ha in sé la qualità umana che va onorata e va vissuta pienamente, non attraverso il cercare lo spirito, quanto il sentire come in voi lo spirito è connesso al vostro corpo e come tutto è. Non cercate nello spirito l'espressione di ciò che voi siete ma siate ciò che siete nella dimensione umana, nella gratitudine dello spirito che emanate. Gioite ciò che siete, portate gioia dentro la terra, poiché la terra manifesta l'infinito in cui tutto è. In cui tutto è il divenire dell'eternità: arcobaleno, luce e colore.

Potete cogliere attraverso di questo la ricchezza e l'amore infinito che nella vostra anima risplende e vibra nella piena coscienza di essere scesa dentro la terra, di essere arrivata da molto lontano con la vita stessa dentro il corpo, in cui voi siete completezza di manifestazione, noi mostriamo col suono ciò che è di voi nella vibrazione e ciò che noi diciamo non è nella parola, ma è in ciò che lasciamo nel suono della parola così che la coscienza si apre per chi vuol sentire il suono.

Ora smettete di pensare ciò che va migliorato, ciò che va cambiato, smettete di guardare avanti, smettete di catalogare, cominciate a vivere quella gioia infinita che è la gioia della creazione, quell'abbondanza che è ricchezza della manifestazione. C'è abbondanza per tutti! Non esiste limitazione alla vita. Siete voi nel vostro pensiero, siete voi nell'aver voluto conoscere che avete creato differenza, e questo va bene perchè attraverso la conoscenza vi ricordate chi siete e portate un raggio di colore e di manifestazione dentro l'eterno e questo è ciò che avete scelto nella caratteristica umana dello splendore.

Ogni raggio ha una sua dimensione e il raggio umano ha la dimensione della conoscenza e dell'evoluzione. E dunque però siate coscienti che luce e ombra, povertà e ricchezza, questa polarità, appartiene alla dimensione umana, a ciò che voi avete creato per poter conoscere, ma l'eternità, l'infinito, la vita non ha polarità, semplicemente è abbondanza, semplicemente è luce. Voi conoscete attraverso la polarità ma questo è un tempo dove nel cuore si annulla ogni polarità, nel cuore potete risplendere della connessione all'infinito, e dunque muovete questo nel vostro vivere. E questo fa oltrepassare il tempo creando un varco che da nuova coscienza e vi ricongiunge agli antichi e vi riporta nella dimensione della terra così come è stata creata nella vibrazione. Ma tutto questo fa si che sia un salto che pone diverse generazioni nell'evolvere e nel modificare della vostra struttura di pensiero, delle vostre cellule.

I vostri figli aprono la porta i loro figli varcheranno la soglia. Così un tempo è già passato e ancora cinquant'anni perchè sia luce piena. E chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori. Molte porte si apriranno, molte forze... ma questo è in la dentro il tempo. Per ciò che occorre di questo giorno, portate pensiero di gioia, portate fiducia e tutto ciò che è lamento non appartiene alla verità di ciò che voi siete, e tutto ciò che è dolore ha in se la verità dell'infinito e dell'amore. Ma solo quando sapete riconoscere nel dolore questo, allora smettete la sofferenza. Poiché la sofferenza è ciò che voi create nel lamento.

E' un tempo dove potete risplendere di gioia, potete dare salute al vostro corpo, questo richiede impegno e richiede amore, ma molte situazioni si sono concluse e molti dei vostri genitori e di voi stanno completando un bagaglio di difficoltà e di dolore, ringraziate i vostri antenati. Ringraziate chi dietro di voi ha passato nel tempo la volontà della conoscenza e ha combattuto per essa affinché voi possiate essere ora liberi nel vostro pensiero e nel vostro corpo di manifestare la gioia e lo splendore e di iniziare dunque il pieno risplendere, il pieno vivere umano, in quanto l'umanità dentro più o meno mille anni può risplendere, allora il tempo del cambiamento dimensionale accade, non prima che voi possiate risplendere per mille anni della luce che avete mosso nell'origine.

Questo è ciò che ti possiamo dire e ti lasciamo detto per ciò che tu chiedi che può essere mostrato.


Messaggeri di Luce
Canalizzati da Sarasai
4 Ottobre 2010

domenica 23 gennaio 2011

IL MANIFESTO DELL'ECOSPIRITUALITA'



Estratto dallo Statuto della Ecospirituality Foundation Onlus
N.G.O. in Consultative Status with the United Nations








La Ecospirituality Foundation Onlus è un ente internazionale, una ONG in Stato Consultativo con l'ONU, fondato da Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, insieme a membri di varie nazioni tra cui Nativi americani ed esponenti del Nord Europa, che lavora nell'ambito delle tematiche dei Popoli naturali.
L'ente è impegnato attivamente nella difesa di Mount Graham, la montagna sacra degli Apache, in collaborazione con le Nazioni Unite.
Questo Manifesto è il frutto dei lavori di un laboratorio di discussione cui hanno partecipato Nativi americani e Nativi europei, e in cui è nato un appassionante confronto su tutte le tematiche che riguardano l'individuo e il suo rapporto con l'esistenza. Il Manifesto rispecchia l'intesa comune e i comuni intendimenti tra diverse culture dei Popoli naturali.

  1. Per ecospiritualità si intende una esperienza personale di rapporto dell'individuo con l'ambiente che nasce dalla realizzazione di una esperienza interiore, non condizionata da alcuna idea preconcetta o ipoteca ideologica che possano condizionarlo e limitarlo, ma dal contatto libero e individuale con la natura che riflette l'armonia interiore realizzata. Si ritiene che nello sviluppo dell'esperienza interiore non possano esserci profeti, maestri di verità rivelate o altri intermediari che pretendano di sostituirsi all'attuazione dell'esperienza individuale.

  1. L'ecospiritualità nasce dalla necessità di vivere e di interpretare lo stato di realtà globale, coerentemente alla sue potenzialità fenomeniche e creative, nell'ordinario quotidiano e nella salvaguardia del pianeta.

  1. Si considera l'esistenza di una realtà globale in cui tutti gli esseri viventi e le cose si riconoscono come parte di un'unica esperienza che comprende sia l'ordinario quotidiano che una dimensione invisibile e trascendente.

  1. Si ritiene che dallo stato di realtà globale, inteso come piano oggettivo, armonico e esaustivo dell'esistenza, possano scaturire conoscenza, equilibrio interiore e benessere.

  1. Si ritiene che l'esperienza di conoscenza interiore consenta di stabilire un rapporto creativo e armonico con l'ambiente globale. Si intende per ambiente globale la dimensione partecipativa e creativa in cui e' possibile interagire con l'esistenza sia sul piano dell'ordinario quotidiano che su quello invisibile e trascendente.

  1. L'obiettivo dell'ecospiritualità è quello di contribuire alla realizzazione di un maggior benessere e felicità degli individui, della società e del pianeta basandosi sui principi di fratellanza tra tutte le forme di vita, libertà di pensiero e di espressione, e di libero accesso alla conoscenza.

  1. L'ecospiritualità non si propone come dottrina di vita bensì come esperienza di libera ricerca di sperimentazione dei propri principi attraverso i quali raggiungere la conoscenza della realtà globale.

  1. Si propone una libera ricerca al di sopra delle parti allo scopo di sviluppare una cultura di nuova conoscenza che unisca scienza e spirito. Si considera che la scienza e lo spirito non debbano essere ritenute due discipline di ricerca separate, in quanto entrambe si dedicano alla comprensione dello stesso fenomeno determinante per l'uomo, cioè l'esistenza in tutte le sue manifestazioni, siano esse riconducibili all'intima essenza dell'uomo quanto alla vastità cosmica dell'universo.

  1. Si ritiene che la libera esperienza di ricerca su cui si basa l'ecospiritualità non privilegi taluni campi a favore di altri, senza pregiudizi o interessi di parte.

  1. Si intende per esperienza di ricerca spirituale quella riconoscibile nella dimensione esperienziale di silenzio interiore che e' possibile attuare e sviluppare al di là del corpo e della mente al fine di conoscere e partecipare alla realtà globale in una esperienza cosciente di sè e delle cose, in cui l'uomo si trova ad essere in sintonia con il mistero dell'esistenza.

  1. Si ritiene che la qualità del silenzio interiore, ovvero la possibilità del piano spirituale di emergere e di identificarsi nella sua natura al di là delle interferenze percettive del corpo e della mente, sia realizzabile attraverso un preciso lavoro evolutivo che tende ad un equilibrio globale dell'individuo. Poichè questo lavoro non è prettamente empirico ed è indipendente dalle proprie aspettative culturali di origine, si propone l'esperienza arcaica e naturale della meditazione. Si considera che la meditazione non rappresenti una qualsiasi metodologia di ricerca interiore che possa essere stata inventata dall'uomo, ma che rappresenti l'interpretazione di un archetipo evolutivo naturale presente in natura. Essa viene considerata come un vero e proprio laboratorio dell'esperienza interiore che attraverso la tacitazione del corpo e della mente può consentire la realizzazione della condizione spirituale e costituire un personale riferimento per poter gestire in proprio l'esperienza realizzata.

  1. Si ritiene che ogni individuo abbia diritto di accedere alla conoscenza in ogni sua possibile definizione e al libero uso dei mezzi idonei al suo conseguimento, unitamente al diritto di poter manifestare la propria libertà creativa e espressiva.

  1. Si propone l'attuazione dell'esperienza di una fratellanza universale realizzando i principi di amore, libertà e conoscenza tra tutti coloro che intendono condividerla nell'attuazione dei principi di eguaglianza tra gli esseri viventi al di sopra del sesso di appartenenza, di età, di razza, di ceto sociale, di pensiero, di orientamento sessuale, di aspetto, di condizione fisica, di cultura, di religione e di specie di appartenenza.

  1. Crediamo nella posizione non dominante degli esseri umani nella natura, ma partecipativa nel rispetto delle altre forme di vita e dell'ambiente naturale.

  1. Crediamo nel rispetto della vita in tutte le sue manifestazioni, umana, non umana, animale, vegetale e minerale.

  1. Si propone l'utilizzo armonico delle risorse naturali nel rispetto dei cicli e dell'assetto naturale dell'ambiente nello sviluppo compatibile con l'eco sistema. Ovvero non attuare la spoliazione delle risorse, consentendo il rispristino naturale delle stesse, salvaguardando il bisogno di risorse delle future generazioni.

  1. Si propone lo studio e la ricerca nell'ambito dei fenomeni naturali, allo scopo di comprendere la natura dell'esistenza in cui l'uomo vive, e nell'ambito delle relazioni umane, allo scopo di contribuire alla comprensione e al miglioramento della condizione umana.

  1. Si propone lo studio delle antiche tradizioni per conoscere e mantenere un legame con le radici culturali dell'umanità che possono dare un significato di continuità e dare valori universali a ciascun individuo.
  2. Si propugna la salvaguardia dei diversi patrimoni culturali dei popoli nativi, ovvero i popoli naturali, e delle minoranze etniche del Pianeta affinchè essi possano costituire un contributo al patrimonio spirituale di tutta l'umanità.

  1. Si propone lo studio e la diffusione delle lingue e delle culture al fine di favorire il reciproco scambio di esperienza tra i popoli che porti ad una identita' globale e planetaria.

  1. Si ritiene di dare attenzione all'eventuale manifestazione di vita aliena e delle sue implicazioni etiche, sociali e culturali.

  1. L'ecospiritualità è una esperienza che si sperimenta nella condivisibilità da parte di chiunque intenda aderire ai principi esposti dal suo Manifesto. Partecipano all'idea ecospirituale tutti quei gruppi che intendono condividerla, pur mantenendo inalterate le proprie modalità di interpretazione e di raggiungimento dei principi che si pone l'ecospiritualità.








 

  1. Tratto da: Ecospirituality

sabato 22 gennaio 2011

NEL 2012 DUE SOLI NEL CIELO?

Il Dr. Brad Carter, esimio professore di fisica all’università del South Queensland, ha notato la progressiva perdita di massa di Betelgeuse, una delle stelle più luminose del nostro firmamento, situata nella Nebulosa di Orione, chiaro indice del suo prossimo collasso.
L’evento, dato ormai per certo dagli astronomi, potrebbe impiegare un po’ di tempo prima di verificarsi (anche milioni di anni), ma è probabile che Betelgeuse diventi una supernova nel 2012, illuminando il cielo notturno per due settimane e, di fatto, apparendo di giorno come un…secondo Sole.
Inoltre, successivamente la supernova provocherà la formazione di una stella di neutroni oppure di un buco nero, che sarebbe distante “appena” 1300 anni luce dalla Terra.
Nel momento in cui Betelgeuse diventerà una Supernova, essa rilascerà il 99% dell’energia prodotta sotto forma di particelle che, senza far danno, attraverseranno il nostro pianeta; questa “doccia di neutrini”, secondo Carter, porterà dei benefici alla Terra, in quanto queste particelle formano tutto ciò che è nell’Universo, inclusi materiali preziosi, quindi la supernova dovrebbe “rifocillare” il nostro suolo.
Molti catastrofisti sono convinti che l’esplosione di Betelgeuse porterà morte e distruzione, confermando la teoria dei Maya sulla fine del mondo nel 2012, francamente, c’è veramente poco che potremmo fare, anche se fosse così, quindi direi di aspettare e goderci lo spettacolo dei due Soli, che sicuramente vi ricorderà questo:
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vedi anche: 

Ho trovato una serie di corrispondenze profetiche a questo evento previsto dalla scienza:

Quartina di Nostradamus C2 Q41
(La Crisi della Chiesa di Roma e l'Apocalisse finale)
«La Grande Stella nel Cielo Brillerà per Sette notti
Nel cielo si vedranno apparire due soli
Il Gran Mastino Urlerà tutta la notte
quando il Gran Pontefice lascerà la sua terra»

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Due Soli all'Orizzonte (brano dei PINK FLOYD)
«Nel mio specchietto retrovisore il sole sta tramontando
affondando dietro i ponti sulla strada
e penso a tutte le cose buone che abbiamo tralasciato
e soffro premonizioni confermare i sospetti di un Olocausto a venire.
Il filo che lega il tappo che mantiene la rabbia lascia il posto
e all'improvviso è di nuovo giorno
il sole è a est, anche se il giorno è fatto di due soli al tramonto»

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Profezia Hopi sulla fine del Quarto Mondo (il nostro)

«Quando il Purificatore arriverà lo vedremo prima come una piccola Stella Rossa che verrà molto vicina e siederà nei nostri cieli a guardarci. Ci osseverà per vedere come abbiamo ricordato gli insegnamenti sacri. Questo Purificatore ci mostrerà molti segni miracolosi nei nostri cieli. In questo modo sapremo che il Creatore non è un sogno. Anche coloro che non sentono il loro collegamento con lo Spirito potranno vedere il volto del creatore nel cielo. Le cose invisibili si faranno sentire molto forte».

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Guerre Stellari (Il Ritorno dello Jedi - da Leganerd.com)

Tratto da SoleAttivo

venerdì 21 gennaio 2011

9+1 Tecniche Per Capire se Qualcuno Mente

lie-detector3[1] Come capire se qualcuno mente ?
In questo articolo ti voglio svelare alcune tecniche efficaci per capire se qualcuno ti sta mentendo.

1) Il linguaggio degli occhi

Nel caso delle menzogne gli occhi parlano. Osservate bene gli occhi del vostro interlocutore mentre risponde alla vostra domanda, se gli occhi si rivolgono in alto a sinistra (la tua sinistra) un attimo prima di pensare allora sta inventando la risposta, se invece si rivolgono in alto a destra allora sta ricordando. Questo perché lo sguardo in alto a sinistra (cioè in alto a destra per lui) è collegato all’emisfero destro del cervello che è responsabile di attività quali il sogno e l’immaginazione. Se la persona è mancina invertite semplicemente i casi (mentendo guarderà in alto a destra).

2) Micro-espressioni

Le micro espressioni sono espressioni facciali che rivelano il vero sentimento dell’interlocutore. Durano frazioni di secondo e sono appena visibili subito prima che il meccanismo di controllo cosciente le faccia scomparire. Tenete lo sguardo fisso sull’interlocutore e con un po’ di allenamento potrete notarle, di solito chi mente ha micro espressioni di stress come le sopracciglia aggrottate che causano piccole rughe sulla fronte.

3) Ritardi nella risposta

Quando qualcuno sta mentendo dovrà per forza inventarsi qualcosa, e più andate a fondo con le domande più dovrà ricordarsi tutta la storia che si è inventato. Per questo cercate di notare se parla con un ritardo causato da questo “lavoro mentale”.

4) Risposte affrettata

Un’altra possibilità è che chi mente nel tentativo di apparire più rapido possibile risponde esattamente alla stessa domanda che gli fate.
Forse ti è capitato entrando in ufficio di sentirti dire “buongiorno” e rispondere con “buongiorno”, poi di sentirti dire “ciao” e rispondere con “ciao”. Usavi le stesse parole perché non ti interessava pensarne una più elaborata. In questo caso l’accusato non ha il tempo per pensarne una quindi si affida alle parole che gli fornisci tu, semplicemente negando la frase a dovere.
Una sposa sospettosa potrebbe chiedere “Mi hai mai tradita?” e il marito colpevole potrebbe rispondere “No, non ti ho mai tradita” invece di elaborare una risposta migliore o chiedersi perché gli fa quella domanda.

5) Reazioni corporee

Una persona in tensione perché deve mentirti potrebbe cominciare ad avere varie reazioni fisiche
  • sudore
  • tono della voce alto e stridulo
Inoltre potrebbe evitare di guardarti in faccia, rivolgere lo sguardo verso l’uscita (la via di fuga per lui).
Le mani potrebbero portarsi al viso come a coprirlo, indicando inconsciamente che vorrebbe bloccare quello che dice, mentre i movimenti potrebbero diventare meccanici e le gambe irrigidirsi.

6) Inserire silenzi

Se ti stanno mentendo si sentiranno in imbarazzo quando li guarderai con un’espressione di incredulità senza dire una parola. Mentre chi non ti mente potrebbe arrabbiarsi o addirittura scherzarci sopra, chi ti mente potrebbe avere le reazioni fisiche elencate in precedenza.

7) Schiarirsi la gola

Schiarirsi la gola è un forte segno di tensione, lo avrai notato spesso ai convegni quando qualcuno deve parlare in pubblico. Non è una questione di voce, perché quando parla con un normale amico non si schiarisce la gola prima? Semplicemente perché quella persona è tesa per il fatto di dover parlare in pubblico.

8 ) Troppi Dettagli

Nel tentativo disperato di farsi credere faranno l’errore di inserire troppi dettagli nel loro discorso per rendere la storia più credibile. Chi non ha bisogno della tua approvazione fornirebbe questi dettagli solo se richiesti.

9) Aggirare la domanda

Nota se il tuo interlocutore sta cercando di aggirare la domanda, per esempio se chiedendo “Hai mai tradito tua moglie?” ti rispondono “Amo mia moglie, perché dovrei farlo?”, tecnicamente stanno dicendo la verità ma non ti hanno ancora risposto a quello che hai chiesto.

10) La Domanda Perfetta

Nell’ebook gratuito la domanda perfetta svelo la domanda che ti permette di capire all’istante se qualcuno ti sta mentendo, senza mettere in imbarazzo l’altro se invece non lo sta facendo.
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TESSUTO COLLETTIVO

LA MENTE CHE MENTE

La mente che mentecommenti al Dhammapada di Gutama il Buddha
di Osho
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 Siamo ciò che pensiamo

Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo sorge con i nostri pensieri.
Con i nostri pensieri formiamo il mondo.
Parla o agisci con mente impura
e sarai seguito da guai
così come la ruota segue il bue che tira il carro.

Siamo ciò che pensiamo.

Tutto ciò che siamo sorge con i nostri pensieri.
Con i nostri pensieri formiamo il mondo.
Parla o agisci con mente pura
e la felicità ti seguirà
come ombra, inamovibile.

«Guarda come mi sfrutta e mi maltratta,
come mi malmena e mi deruba».
Vivi con pensieri simili e vivrai nell’odio.

«Guarda come mi sfrutta e mi maltratta,
come mi malmena e mi deruba».
Abbandona questi pensieri, e vivi in amore.

In questo mondo
l’odio non ha mai scacciato l’odio.
Solo l’amore scaccia l’odio.
Questa è la legge,
antica e inesauribile.

Anche tu sei di passaggio.
Sapendolo, come puoi metterti a discutere?

Facilmente il vento sradica un alberello.
Cerca la felicità nei sensi,
indulgi nel cibo e nel sonno,
e anche tu verrai sradicato.

Il vento non può divellere una montagna.
La tentazione non può toccare l’uomo
risvegliato, forte e umile,
che è padrone di se stesso e osserva la legge.

Se i pensieri di un uomo sono oscuri,
se egli non si cura delle conseguenze ed è pieno di sotterfugi,
come potrà indossare la veste gialla?

Chiunque sia padrone della propria natura,
luminoso, chiaro e sincero,
egli può indossare la veste gialla.



Miei amati bodhisattva certo... così io vi vedo. Ed è così che voi dovete iniziare a vedere voi stessi. ‘Bodhisattva’ indica un buddha in essenza, un buddha in seme, un buddha addormentato, ma con tutto il potenziale per essere sveglio. In questo senso, chiunque è un bodhisattva, ma non tutti possono essere chiamati così: solo coloro che hanno iniziato a brancolare verso la luce, che hanno iniziato a desiderare l’alba, nel cui cuore il seme non è più un seme ma è diventato un germoglio... ha iniziato a crescere.
A causa del vostro desiderio di essere coscienti, svegli, a causa della vostra ricerca della verità, voi siete bodhisattva.
La verità non è remota, ma al mondo vi sono pochissimi fortunati che la desiderano. Non è lontana, ma è difficile, è arduo conseguirla.
È difficile raggiungerla, non per sua natura, ma a causa dei nostri investimenti nelle menzogne. Per molte vite abbiamo fatto investimenti nelle menzogne. Il nostro investimento è così forte che l’idea stessa di verità ci spaventa. La vogliamo evitare, vogliamo sfuggire la verità. Le bugie sono splendide scappatoie: sogni comodi, confortevoli. Ma i sogni sono sogni. Possono incantarti per un momento, possono imprigionarti per un istante, ma solo per un istante. E ogni sogno è seguito da una tremenda frustrazione, e ogni desiderio è seguito da un profondo fallimento.
Tuttavia, noi continuiamo a correre verso nuove menzogne; se le vecchie vengono smascherate, immediatamente ne inventiamo di nuove. Ricordate: solo le bugie possono essere inventate; non è possibile inventare la verità. La verità esiste già! La verità deve essere scoperta, non inventata. Le menzogne non si possono scoprire, devono essere inventate.
La mente si sente a suo agio con le bugie, perché ne diventa l’inventore, ‘colui che agisce’. E quando la mente diventa colui che agisce, si crea l’ego.
Con la verità non devi fare nulla... e poiché non hai nulla da fare, la mente si arresta, e con la mente scompare, evapora anche l’ego. Questo è il rischio, il rischio supremo. Ma voi vi siete incamminati verso quel rischio. Avete fatto alcuni passi; incerti, traballanti, a tentoni, esitando, colmi di dubbi... tuttavia, avete fatto alcuni passi. Per questo vi chiamo bodhisattva.
E il ‘Dhammapada’, l’insegnamento di Gautama il Buddha, può essere insegnato solo ai bodhisattva. Non può essere insegnato all’umanità comune e mediocre, perché non lo può comprendere. Queste parole del Buddha provengono da un silenzio eterno. Vi possono raggiungere solo se le ricevete in silenzio. Queste parole del Buddha provengono da un’assoluta purezza. Se non diventate un medium, un ricettacolo; se non siete umili, privi di ego, attenti, consapevoli, non sarete in grado di comprenderle.
Intellettualmente, le comprenderete: sono parole semplicissime, le più semplici possibili. Ma proprio la loro semplicità è un problema, perché voi non siete semplici. Per comprendere la semplicità hai bisogno semplicità di cuore, perché solo un cuore semplice può comprendere la semplice verità. Solo il puro può comprendere ciò che è nato dalla purezza.
Ho aspettato a lungo... ora il tempo è maturo, siete pronti. I semi possono essere gettati. Queste parole incredibilmente importanti possono essere pronunciate di nuovo.
Da venticinque secoli, non è mai esistita un’assemblea come questa. Certo, ci sono stati alcuni Maestri illuminati intorno ai quali si sono raccolti alcuni discepoli - mezza dozzina, al massimo una dozzina - e il Dhammapada è stato insegnato a questi piccoli gruppi. Ma consensi così piccoli non sono in grado di trasformare un’umanità così numerosa. È come buttare zucchero nell’oceano, usando un cucchiaino: non lo si può addolcire, quello zucchero andrà semplicemente sprecato.
È necessario compiere un esperimento di grande portata, senza confronti, su scala così vasta che ne sia toccata almeno la parte essenziale dell’umanità: quanto meno l’anima, il centro dell’umanità ne sia risvegliato. Alla periferia, le menti mediocri continueranno a dormire - lasciate che dormano - ma al centro, là dove dimora l’intelligenza, si può accendere una luce.
I tempi sono maturi, è giunto il tempo in cui questo accada. Il mio sforzo, in questo posto, è essenzialmente teso a creare un buddhafield, un campo di energia in cui queste verità eterne possano essere pronunciate di nuovo. È un’opportunità rara. Solo occasionalmente, una volta ogni tanto, dopo secoli, esiste un’opportunità come questa... non perdetela! Siate molto attenti, coscienti. Ascoltate queste parole, non solo con la testa, ma con il cuore, con ogni fibra del vostro essere. Lasciate che la vostra totalità ne venga colpita.
E dopo i miei ultimi dieci giorni di silenzio, questo è l’esatto momento in cui riportare alla luce il Buddha, per renderlo vivo tra voi ancora una volta, per lasciarlo camminare tra di voi, per permettere ai venti del Buddha di attraversarci.
È vero, è possibile rievocarlo perché nessuno scompare mai. Buddha non è più una persona racchiusa in un corpo; sicuramente non esiste più da qualche parte, in quanto individuo; ma la sua essenza, la sua anima, ora è parte dell’anima cosmica.
Se molte, moltissime persone, animate da un profondo anelito, spinte da un anelito immenso e appassionato, forti di un cuore colmo di preghiera, lo desiderano, lo desiderano appassionatamente, allora l’anima che è scomparsa nell’anima cosmica può tornare a manifestarsi in milioni di modi. Un vero Maestro non muore, non può mai morire. La morte non accade mai ai Maestri: per loro non esiste; per questo sono Maestri. Hanno conosciuto l’eternità della vita; hanno visto che il corpo scompare, ma che il corpo non è tutto: il corpo è solo la periferia, il corpo è solo un involucro. Il corpo è la casa, la dimora, ma l’ospite non scompare mai.
L’ospite si limita a spostarsi da una dimora all’altra. Alla fine, un giorno, inizia a vivere sotto il cielo, senza dimora alcuna... ma l’ospite permane sempre. Solo i corpi, solo le dimore, vengono e vanno. Nascono e poi muoiono; ma esiste un flusso interiore ininterrotto, una continuità interiore che è eterna, al di là del tempo, al di là della morte.
Ogni volta che riesci ad amare un Maestro - un Maestro come Gesù, Buddha, Zarathustra, Lao Tzu - se la tua passione è totale, immediatamente si crea il contatto.
Il mio parlare sul Buddha non è solo un commentario alle sue parole: è creare un ponte. Buddha è uno dei Maestri più importanti mai esistiti sulla Terra - è unico, incomparabile - e se riuscite ad avere un assaggio del suo essere, ne trarrete un beneficio enorme, una benedizione infinita. Io sono immensamente contento, perché dopo questi dieci giorni di silenzio, vi posso annunciare che molti di voi, ora, sono pronti a comunicare con me in silenzio.
Questa è la somma comunicazione: le parole sono inadatte; le parole esprimono solo in modo parziale. Il silenzio comunica totalmente.
Inoltre, usare le parole è un gioco pericoloso, perché il mio significato resterà in me, a voi arriveranno solo le parole; e voi darete loro il vostro significato, le vostre sfumature: non conterranno più la stessa verità che avrebbero dovuto contenere.
Conterranno qualcos’altro, qualcosa di estremamente più povero. Conterranno il vostro significato, non il mio. Potete deformare il linguaggio - di fatto, è pressoché impossibile evitare una deformazione - ma non potete deformare il silenzio: o lo capite oppure non lo capite.
In questi dieci giorni erano presenti solo due categorie di persone: coloro che capivano e coloro che non capivano; ma non c’era una sola persona che fraintendeva. Non è possibile fraintendere il silenzio: questa è la sua bellezza. La demarcazione è radicale: o lo capite, oppure semplicemente non lo capite; non c’è nulla da fraintendere.
Con le parole si verifica la situazione esattamente opposta: è difficilissimo capire, ed è difficilissimo capire di non capire... sono due cose pressoché impossibili. E la terza è l’unica possibilità: fraintendere.
Questi dieci giorni sono stati di una bellezza strana, e hanno anche avuto una maestà misteriosa: io, di fatto, non appartengo più a questa sponda; da lungo tempo la mia nave mi sta aspettando, me ne sarei già dovuto andare. È un miracolo che io sia ancora nel corpo; e voi ne siete l’unica causa, a voi spetta ogni merito: il vostro amore, le vostre preghiere, il vostro anelito. Vorreste che io mi attardi ancora un po’ su questa sponda, per questo l’impossibile è diventato possibile.
In questi dieci giorni, io non mi sentivo unito al corpo. Mi sentivo molto sradicato, distaccato: è strano essere nel corpo, senza sentire di esserci. Ed era altrettanto strano continuare a vivere in un luogo a cui non si appartiene più: la mia casa è sull’altra sponda, e il richiamo è sempre più insistente... ma, poiché voi avete bisogno di me, grazie alla compassione dell’universo - potete chiamarla ‘la compassione di Dio’ - mi è permesso restare nel corpo un po’ più a lungo. Era strano, era bello, era misterioso, era maestoso, era magico. E molti di voi l’hanno percepito. Molti di voi l’hanno sentito, in modi diversi. Alcuni l’hanno percepito come un fenomeno terrificante, come se la morte bussasse alla porta. Alcuni l’hanno percepito come una grande confusione. Alcuni si sono sentiti sconvolti, assolutamente sconvolti... tuttavia, in un modo o nell’altro, tutti ne sono stati colpiti.
Solo i nuovi arrivati, erano un po’ persi: non riuscivano a comprendere cosa accadesse; ma anche a loro va la mia riconoscenza. Anche se non capivano cosa accadeva, hanno aspettato: aspettavano che io parlassi, aspettavano che io dicessi qualcosa... speravano. Molti hanno avuto paura che io non parlassi mai più... anche quello era possibile, io stesso non ne ero sicuro.
Per me, le parole stanno diventando sempre più difficili. Stanno diventando uno sforzo sempre più grande. Ho qualcosa da dire, per cui continuo a parlarvi; ma vorrei che vi preparaste, quanto prima, in modo che si possa sedere semplicemente in silenzio... ascoltare gli uccelli e le loro canzoni... oppure ascoltare semplicemente il battito del proprio cuore... essere semplicemente qui, senza far nulla... Preparatevi il più presto possibile, perché da un giorno all’altro posso smettere di parlare. E fate in modo che a ogni angolo del mondo si diffonda questa notizia: coloro che mi vogliono capire solo attraverso le parole, devono venire al più presto, perché ogni giorno posso smettere di parlare. Un giorno qualsiasi, all’improvviso, può accadere: può accadere perfino nel bel mezzo di una frase. In quel caso non la completerò mai più! Rimarrà in sospeso per sempre e in eterno... incompleta. Ma questa volta mi avete richiamato indietro...
Questi detti del Buddha sono definiti ‘Dhammapada’, un nome che deve essere compreso. Dhamma’ ha molti significati. Indica la ‘legge suprema’, il logos. Con ‘legge suprema’ si intende la legge che tiene insieme l’intero universo. È invisibile, è intangibile, ma è certo che esiste! In caso contrario, l’universo si frantumerebbe.
Un universo così infinito e così vasto, che procede così dolcemente e in modo tanto armonico, è una prova sufficiente che deve esistere un flusso sotterraneo che collega ogni cosa, che unisce tutte le cose, che connette il Tutto... noi non siamo isole, e il più piccolo filo d’erba è collegato alla stella più grande. Distruggi un filo d’erba, e avrai distrutto qualcosa che per l’intera esistenza ha un valore immenso.
Nell’esistenza non c’è alcuna gerarchia, non c’è nulla di piccolo e nulla di grande. La stella più grande e il più piccolo filo d’erba esistono entrambi su un piano di uguaglianza. Ciò implica un altro significato di ‘dhamma’; questo secondo significato è ‘giustizia’, ‘uguaglianza’, un’esistenza non gerarchica.
L’esistenza è assolutamente comunista, non conosce classi, è un’unica entità. Quindi, il secondo significato di ‘dhamma’ è ‘giustizia’.
E il terzo è ‘virtù’, ‘equanimità’. L’esistenza è assolutamente virtuosa. Anche se trovi qualcosa che non riesci a definire virtù... dipende solo da un tuo fraintendimento. Altrimenti, l’esistenza è assolutamente virtuosa. Qualsiasi cosa accada in questa esistenza, accade sempre nel modo giusto. Non accade mai nulla di sbagliato. Forse a te sembra sbagliato perché hai un’idea precisa di cosa sia il giusto, ma quando guardi senza pregiudizio, nulla è sbagliato, tutto è giusto. La nascita è giusta, la morte è giusta. Il bello è giusto, il brutto è giusto.
Ma la nostra mente è ristretta, la nostra comprensione è limitata... non siamo in grado di vedere il Tutto: vediamo sempre e solo una piccola parte. Assomigliamo a una persona che si nasconde dietro una porta chiusa e guarda la strada dal buco della serratura. Certo, continua a vedere qualcosa... qualcuno cammina, una macchina sta passando... un minuto fa non c’era, è presente per un attimo, e dopo un istante è scomparsa per sempre. Allo stesso modo, noi guardiamo l’esistenza: diciamo che qualcosa è nel futuro, poi diventa presente, e poi se ne va nel passato.
Di fatto, il tempo è un’invenzione umana. È sempre quieora! L’esistenza non conosce passato, né futuro: conosce solo il presente; ma noi siamo seduti dietro al buco di una serratura e guardiamo da lì. Una persona non c’è, poi compare all’improvviso; poi, così come è apparsa, in un baleno sparisce. In quel caso si deve creare il tempo. Prima di comparire, quella persona era nel futuro; esisteva, ma per te era nel futuro. Poi è apparsa, ora è nel presente... ed è la stessa persona! Poi non sei più in grado di vederla dal tuo piccolo buco di serratura... È diventata passato. Nulla è passato, nulla è futuro: tutto è sempre presente. Ma il nostro modo di percepire il reale è limitatissimo.
Per questo continuiamo a chiedere come mai nel mondo vi è infelicità, come mai c’è questo e quest’altro... perché? Se si riesce a guardare il Tutto, questi interrogativi scompaiono completamente. E per guardare il Tutto, dovrai uscire dalla tua stanza, dovrai aprire... la porta dovrai abbandonare questa percezione tanto ristretta.
Questo è la mente: un buco di serratura, ed è un buco piccolissimo. Paragonati alla vastità dell’universo, cosa sono i nostri occhi, le orecchie, le mani? Cosa possiamo afferrare? Nulla di gran rilievo. E noi ci aggrappiamo disperatamente a quei minuscoli frammenti di verità. Se vedi il Tutto, tutto è come dovrebbe essere: questo è il senso di ‘tutto è giusto’. L’errore non esiste. Esiste solo Dio; il diavolo è una creazione dell’uomo.
Il terzo significato di ‘dhamma’ potrebbe essere Dio. Ma Buddha non usò mai il termine ‘Dio’, perché era erroneamente associato all’idea di una persona; e la legge è una presenza, non una persona. Pertanto Buddha non usò mai la parola ‘Dio’, ma ogni volta che volle comunicare qualcosa su di lui, usò la parola ‘dhamma’.
La sua è la mente di uno scienziato molto profondo. Per questo, molti hanno pensato che fosse un ateo: non lo è. È il teista più grande che il mondo abbia mai conosciuto o che mai conoscerà, ma non parla mai di Dio. Semplicemente non usa mai quella parola; ma con ‘dhamma’ intende esattamente la stessa cosa: ‘ciò che è’, cioè il significato della parola ‘Dio’... questo è precisamente il significato di ‘dhamma’. ‘Dhamma’ significa anche ‘disciplina’: si tratta di dimensioni differenti della parola. Chi vuole conoscere la verità dovrà disciplinare se stesso, in modi diversi. Non scordare il significato del termine ‘disciplina’: indica semplicemente la capacità di apprendere, la disponibilità ad apprendere, la ricettività per apprendere. Da qui il termine ‘discepolo’.
‘Discepolo’ indica colui che è pronto ad abbandonare i suoi vecchi pregiudizi, a mettere in disparte la sua mente, e a guardare all’interno di ciò che ricerca senza alcuna concezione a priori, senza alcun pregiudizio: è questa la ‘disciplina’ del ‘dhamma’.
E ‘dhamma’ indica anche la verità suprema. Quando la mente scompare, quando l’ego scompare, a quel punto cosa resta? Di certo resta qualcosa, ma non è possibile definirlo ‘qualcosa’, per cui Buddha lo chiama ‘il nulla’ (‘nothing’ in inglese). Ma, per non fraintenderlo, lascia che ti ricordi questo: ogni volta che egli usa il termine ‘nulla’, vuol significare ‘nessun oggetto’ (no-thing in inglese). Spezza la parola in due, non usarla come un unico termine, inserisci un trattino tra ‘no’ e ‘thing’, in questo caso saprai con precisione cosa significhi ‘nothing’ (il nulla).
La legge suprema non è una cosa. Non è un oggetto che si possa osservare. È la tua interiorità, è soggettività.
Buddha sarebbe stato pienamente d’accordo con il pensatore danese Kierkegaard. Egli dice: «La verità è soggettività». Questa è la differenza tra il fatto e la verità. Un fatto è una cosa oggettiva; la scienza continua a cercare con insistenza fatti su fatti, per cui non arriverà mai alla verità: è impossibile per definizione stessa. La verità è l’interiorità dello scienziato, ma lui non guarda mai in quella direzione. Continua a osservare altre cose, non diventa mai consapevole del proprio essere. Quello è l’ultimo significato di ‘dhamma’: la tua interiorità, la soggettività, la tua verità. Inoltre, ricorda una cosa di estrema importanza, lascia che scenda in profondità nel tuo cuore: la verità non è mai una teoria, non è mai un’ipotesi, è sempre un’esperienza. Pertanto, la mia verità non potrà mai essere la tua verità. La mia verità è inevitabilmente mia; rimarrà mia, non potrà mai appartenerti. Non la possiamo spartire: la verità non si può spartire, né trasferire, non è comunicabile, è inesprimibile.
Posso spiegarti come l’ho conseguita, ma non posso dire di cosa si tratti. Il ‘come’ è spiegabile, ma non il ‘perché’. Si può mostrare la disciplina, non la meta. Ognuno deve arrivarci per suo conto. Ciascuno deve arrivarci nel proprio essere interiore: viene rivelata in estrema solitudine. La seconda parola è ‘pada’. Anche ‘pada’ ha molti significati. Uno, il più fondamentale, è ‘sentiero’. La religione ha due dimensioni: la dimensione del ‘cosa’ e la dimensione del ‘come’.
Non si può parlare del ‘cosa’: è impossibile. Ma il ‘come’ può essere descritto. Il ‘come’ può essere condiviso. Questo è il significato di ‘sentiero’. Io ti posso indicare il sentiero, ti posso mostrare come ho viaggiato, come ho raggiunto le vette luminose. Te ne posso descrivere l’intera geografia, dartene la topografia dettagliata. Ti posso dare una mappa tratteggiata, ma non ti posso dire come ci si sente su un picco luminoso.
È come se chiedessi a Edmund Hillary e a Tenzing come hanno raggiunto la vetta più alta dell’Himalaya, l’Everest. Possono darti la mappa dettagliata di come sono arrivati in cima; ma se chiedi loro come si sono sentiti quando ci sono arrivati, possono solo stringersi nelle spalle.
La libertà che devono aver sentito è inspiegabile; la bellezza, la benedizione, il cielo sconfinato, l’altezza... e le nuvole ricche di colori... e il sole e l’aria cristallina... e le nevi vergini su cui nessuno prima di loro era mai passato... tutto questo è impossibile comunicarlo. Per conoscerlo si devono raggiungere quelle stesse vette luminose.
‘Pada’ significa ‘sentiero’; e ‘pada’ significa anche ‘passo’, ‘gradino’, ‘fondamento’. Sono tutti significati importanti. Devi partire da dove ti trovi: devi diventare un grande processo, una crescita. La gente è diventata pozze stagnanti: deve diventare fiumi, perché solo i fiumi possono raggiungere l’oceano... e ‘pada’ vuole anche dire ‘fondamento’, perché si tratta della verità fondamentale della vita. Senza il dhamma, senza una qualche relazione con la verità suprema, la tua vita non ha fondamento, né significato, né un senso, né può avere alcuna gloria. Sarà un esercizio di pura futilità... se non sei collegato alla totalità, da solo non potrai mai avere alcun significato: rimarrai un relitto alla deriva, in balìa dei venti, senza sapere dove stai andando e senza sapere chi sei.
La ricerca della verità, la ricerca appassionata della verità, crea il ponte, ti dà un fondamento. Questi sutra sono stati redatti come ‘Dhammapada’: non devono essere compresi intellettualmente, ma esistenzialmente. Trasformati in una spugna: lascia che vengano assorbiti, lascia che sedimentino in te. Non startene seduto a criticare, altrimenti ti lascerai sfuggire il Buddha. Non startene seduto a chiacchierare mentalmente, senza fermarti un attimo; non parlottare in te stesso, per decidere se siano veri o falsi: ti lascerai sfuggire il nocciolo della questione! Non preoccuparti se quanto viene detto è giusto o sbagliato.
La prima cosa, la cosa essenziale, è capire di cosa si tratta: cosa dice il Buddha, cosa cerca di esprimere.
Ora come ora, non è necessario giudicare. La prima cosa, la vera necessità primaria, è comprendere con esattezza cosa egli intende. E la sua bellezza è questa: se comprendi con esattezza cosa intende, ti convincerai della sua verità, la conoscerai. La verità ha vie proprie per convincere la gente, non le occorrono altre prove.
La verità non discute mai: è un canto, non un sillogismo.

I sutra:
Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo sorge con i nostri pensieri.
Con i nostri pensieri formiamo il mondo.


Vi è stato detto e ripetuto che i mistici orientali credono che il mondo sia illusorio. È vero: non solo credono che il mondo sia falso, illusorio, maya - sanno che è maya, è un’illusione, un sogno. Ma quando usano la parola ‘samsara’ - il mondo - non parlano del mondo oggettivo, quello che la scienza scruta, niente affatto. Non intendono affatto il mondo degli alberi e delle montagne e dei fiumi, proprio per niente! Parlano del mondo che tu crei, che tessi e cuci nella tua mente... della ruota della mente, che continua a girare e a intessere.
Il samsara non ha nulla a che vedere con il mondo esterno.
Dovete ricordare tre cose. La prima è il mondo esterno, il mondo oggettivo. Buddha non ne parlerà mai, perché non gli interessa; egli non è un Albert Einstein.
Poi viene un secondo mondo: il mondo della mente, il mondo studiato dagli psicanalisti, dagli psichiatri, dagli psicologi. Buddha dirà poche parole in proposito, non molte, solo alcune, di fatto una sola: che è illusorio, che non ha verità, né oggettiva né soggettiva, che è una infrastruttura. Il primo mondo, il mondo oggettivo, è quello investigato dalla scienza. Il secondo, è il mondo della mente, ed è investigato dagli psicologi. E il terzo è la tua soggettività, la tua interiorità, il tuo sé interiore.
Le indicazioni del Buddha si rivolgono all’essenza più intima del tuo essere; ma tu sei troppo coinvolto con la mente. Se non ti aiutasse ad allontanarti dalla trappola della mente, non conosceresti mai il terzo, il mondo reale: la tua sostanza interiore.

Per questo, egli inizia affermando:
Siamo ciò che pensiamo.
È ciò che tutti sono: la mente.
Tutto ciò che siamo sorge con i nostri pensieri.

Prova a immaginare solo per un istante che tutti i pensieri si arrestino... cosa saresti? Se tutti i pensieri si arrestassero per un singolo istante, chi sei? Non sorgerà in te alcuna risposta. Non puoi dire: «Sono cattolico», «Sono protestante», «Sono un hindu», «Sono un mussulmano», non lo puoi dire. Tutti i pensieri si sono arrestati; pertanto, sono scomparsi il Corano, il Vangelo, la Gita... tutte le parole sono svanite! In questo caso, non puoi neppure pronunciare il tuo nome. Ogni linguaggio è scomparso, pertanto non puoi dire a quale paese appartieni, né a quale razza.
Quando i pensieri si arrestano, chi sei? Un vuoto assoluto, un nulla, nessuna cosa.
Ecco perché Buddha ha utilizzato una parola strana; nessuno prima di lui, né in seguito, ha mai fatto una cosa simile. I mistici hanno sempre usato il termine ‘sé’, per indicare l’essenza più intima del tuo essere, Buddha usò il termine ‘non-sé’. E io sono assolutamente d’accordo con lui; è molto più vicino alla verità, è più preciso. Usare la parola ‘sé’, e anche se usi ‘Sé’ con la maiuscola, non fa molta differenza, continua a darti l’idea di ego, e con la S maiuscola ti può dare perfino un ego più grande. Buddha non usa le parole ‘atman’, ‘Sé’, ‘atta’. Usa i termini esattamente opposti: ‘anatma’, ‘non-sé’, ‘anatta’. Egli afferma che, quando la mente si arresta, non rimane alcun sé: diventi universale, trabocchi oltre i limiti dell’ego, sei puro spazio, non contaminato da nulla. Sei solo uno specchio che non riflette nulla.

Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo sorge con i nostri pensieri.
Con i nostri pensieri formiamo il mondo.


Se vuoi conoscere veramente chi sei nella realtà, devi imparare ad arrestarti in quanto mente, devi imparare come arrestare il pensiero. La meditazione non è altro che questo: meditazione significa uscire dalla mente, abbandonare la mente e avviarsi in uno spazio chiamato nonmente. E nella nonmente conoscerai la verità suprema, il dhamma.
Spostarsi dalla mente alla nonmente è il passo, ‘pada’: questo è tutto il segreto del ‘Dhammapada’!

Parla o agisci con mente impura
e sarai seguito da guai
così come la ruota segue il bue che tira il carro.


Ogni volta che il Buddha usa il termine ‘mente impura’ è possibile fraintenderlo: con ‘mente impura’ egli intende la mente, perché tutta la mente è impura. La mente in quanto tale è impura, e la nonmente è pura. Purezza significa ‘nonmente’; impurità, mente.

Parla o agisci con mente impura...
... parla o agisci con la mente...
e sarai seguito da guai...


L’infelicità è una conseguenza, è l’ombra della mente, l’ombra della mente illusoria. L’infelicità è un incubo. Soffri solo perché sei addormentato. Ed è impossibile sfuggire la sofferenza mentre si è addormentati: se non ti svegli, l’incubo persisterà. Potrà cambiare forma, potrà assumere milioni di forme, ma l’incubo persisterà.
L’infelicità è l’ombra della mente: mente significa sonno, inconsapevolezza, incoscienza. Mente significa non sapere chi sei, e tuttavia fingere di saperlo. Mente significa non sapere dove stai andando, e tuttavia fingere di conoscere la meta, sapere a cosa serve la vita... non sapere nulla sulla vita, e tuttavia credere di saperlo.
Questa mente ti porterà di certo infelicità... così come la ruota segue il bue che tira il carro.

Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo sorge con i nostri pensieri.
Con i nostri pensieri formiamo il mondo.
Parla o agisci con mente pura
e la felicità ti seguirà
come ombra, inamovibile.


Di nuovo, ricorda: quando il Buddha parla di ‘mente pura’, intende la nonmente. È molto difficile tradurre un uomo come Buddha; è in pratica un compito impossibile, perché un uomo come il Buddha usa il linguaggio a modo suo: crea il proprio linguaggio. Non può usare il linguaggio comune, con i significati usuali, perché possiede qualcosa di straordinario da comunicare.
Le parole comuni sono assolutamente prive di senso, se riferite all’esperienza del Buddha. Ma dovete capire il problema: di fatto, egli non può usare un linguaggio del tutto nuovo. Se lo facesse, nessuno lo capirebbe: sembrerebbe un parlare senza senso, del tutto astruso: ciò che in inglese è chiamato ‘gibberish’.
Ecco come nacque questa parola. L’origine risale a un mistico Sufi, di nome Ghibar, che inventò un linguaggio nuovo. Nessuno era in grado di vederci un senso: come potresti comprendere un linguaggio assolutamente nuovo? Sembrava un pazzo che diceva cose assurde, folli. È così: se ascolti un cinese, e non conosci il cinese, ti sembrerà una sequenza di assurdità.
Qualcuno chiese a un uomo tornato dalla Cina: «Come fanno a trovare nomi così strani per i bambini? Ching, Chung, Chang?» E l’uomo rispose: «Hanno un metodo: raccolgono tutti i cucchiai che hanno in casa, li lanciano in aria, e quando cadono... ching, chung, chang! Qualsiasi suono producano... quello diventa il nome del bambino.»
Ma è vero anche l’opposto: se un cinese ascoltasse un inglese, penserebbe: «Che assurdità!». E se questo vale per il linguaggio comune, usato da milioni di persone, cosa accadrebbe se Buddha inventasse un proprio linguaggio? Lui solo lo capirebbe, nessun altro riuscirebbe a comprenderlo. Ghibar lo fece: deve essere stato un uomo coraggiosissimo...  la gente pensava che fosse pazzo. Il termine inglese ‘gibberish’ viene da Ghibar. Nessuno sa cosa disse: nessuno cercò di raccogliere le sue parole... come trascriverle? Non c’era alcun alfabeto; e ciò che diceva non aveva alcun senso; pertanto non sappiamo quali tesori abbiamo perso.
Buddha ha questo problema: o deve usare il vostro linguaggio come lo usate voi - in questo caso non può affatto trasmettere la propria esperienza - oppure deve inventare un nuovo linguaggio, che nessuno capirà. Pertanto, tutti i grandi Maestri devono restare esattamente nel mezzo. Useranno il vostro linguaggio, ma daranno alle vostre parole i loro colori, la loro fragranza. I recipienti saranno vostri, il vino sarà loro. E, pensando che sia le bottiglie che il vino siano vostri, le porterete con voi nei secoli a venire. Ed è possibile che, pensando al vino come vostro - visto che è vostra la bottiglia - a volte vi arrischiate a berne, e potreste ubriacarvi.
Per questo una traduzione è qualcosa di estremamente difficile. Buddha usa un linguaggio che era compreso dalle persone che gli stavano intorno, ma girò e rigirò le parole in maniera così impercettibile che perfino quanti sapevano quella lingua non se ne accorsero, non ne furono sconvolti. Pensavano di ascoltare il proprio linguaggio quotidiano.
Buddha usa la parola ‘mente pura’ per ‘nonmente’, perché se dicesse ‘nonmente’ diventerebbe impossibile capire. Mentre invece, dicendo ‘mente pura’, diventa possibile una comunicazione... pian piano, egli vi convince che ‘mente pura’ significa ‘nonmente’. Ma perché accada ci vorrà tempo, molto lentamente dovrai venir accalappiato ed essere intrappolato in un’esperienza del tutto nuova. Ma ricorda sempre: mente pura ha il significato di nonmente, impuro indica la mente.
Aggiungendo questi aggettivi, impuro e puro, Buddha scende a compromessi con voi, così che non vi mettiate sul chi vive troppo presto, per poi fuggire. Dovete venir sedotti, essere incantati. Tutti i grandi Maestri sono seduttori: questa è la loro arte. Ti seducono in modo tale che, pian piano, sei pronto a bere qualsiasi cosa, qualsiasi cosa ti diano. All’inizio ti offrono della semplice acqua; poi, pian piano, ci mescolano del vino. Infine, l’acqua viene lasciata da parte... e un giorno sarai completamente ubriaco. Ma deve essere un processo lentissimo.
Andando sempre più a fondo nei sutra, te ne accorgerai.
Mente impura indica la mente, mente pura indica la nonmente. E la felicità ti seguirà se avrai una mente pura, o nonmente...

... la felicità ti seguirà
come ombra, inamovibile.


L’infelicità è una conseguenza, e così la beatitudine. L’infelicità è una conseguenza dell’essere addormentato, la beatitudine è una conseguenza dell’essere sveglio. Per questo non puoi cercare direttamente la beatitudine, e coloro che ricercano la beatitudine direttamente falliranno inevitabilmente, sono condannati al fallimento. La beatitudine può essere conseguita solo da coloro che non la ricercano direttamente. Al contrario, essi cercano consapevolmente. E quando la consapevolezza sopravviene, la beatitudine viene di per sé, simile a un’ombra, inamovibile.

«Guarda come mi sfrutta e mi maltratta,
come mi malmena e mi deruba».
Vivi con pensieri simili e vivrai nell’odio.
«Guarda come mi sfrutta e mi maltratta,
come mi malmena e mi deruba».
Abbandona questi pensieri, e vivi in amore.


Una cosa di un’importanza profonda: l’odio esiste col passato e il futuro... l’amore non ha bisogno di passato né di futuro. L’amore esiste nel presente. L’odio ha un riferimento nel passato: ieri qualcuno ti ha fatto un torto, e tu lo porti in te come una ferita, un ricordo; oppure temi che qualcuno ti farà del male domani... una paura, l’ombra di una paura. E ti stai già preparando, ti prepari ad affrontarla. L’odio dimora nel passato e nel futuro. Nel presente non puoi odiare, provaci e sarai assolutamente impotente. Provaci oggi: siedi in silenzio e odia qualcuno nel presente, senza rapporto col passato o col futuro... non lo puoi fare. La natura stessa delle cose te lo vieta, è impossibile. L’odio può esistere solo se ti ricordi del passato. Ieri quest’uomo ti ha fatto del male: in questo caso è possibile l’odio. Oppure, quest’uomo domani ti prevaricherà: anche in questo caso è possibile odiare. Ma se non hai alcun riferimento con il passato o il futuro, quest’uomo non ti ha fatto nulla e non ti farà nulla... quest’uomo sta semplicemente seduto per i fatti suoi, come puoi odiarlo? Tuttavia, lo puoi amare.
L’amore non ha bisogno di alcun riferimento: questa è la bellezza dell’amore e la sua libertà. L’odio è un limite, è una prigionia imposta a te stesso da te stesso. E l’odio crea odio, l’odio provoca odio. Se odi qualcuno, crei odio verso di te nel cuore di quella persona. E il mondo intero esiste nell’odio, nella distruttività, nella violenza, nella gelosia, nella competitività. La gente si attanaglia alla gola a vicenda, vuoi di fatto - nella realtà, nelle azioni - vuoi nelle loro menti, nei loro pensieri: tutti uccidono, fanno stragi.
Ecco perché abbiamo trasformato questo mondo bellissimo in un inferno... mentre avrebbe potuto diventare un paradiso!
Ama, e il mondo torna a essere un paradiso. E il bello dell’amore è che non ha riferimenti. L’amore sorge da te, senza motivo alcuno... È lo sprigionarsi della tua beatitudine, è la condivisione del tuo cuore. È condividere il canto del tuo essere. E la condivisione è felicità, per questo si condivide. La condivisione è fine a se stessa, non ha altre implicazioni.
Ma l’amore che hai conosciuto in passato non è l’amore di cui parla il Buddha o di cui parlo io. Il tuo amore è solo l’altro lato dell’odio. Per questo ha un fuoco d’attenzione ben preciso: ieri qualcuno è stato gentile con te, così gentile che ora tu provi per lui un amore immenso. Questo non è amore, è l’altra faccia dell’odio: il riferimento lo dimostra.
Oppure, può succedere che qualcuno sarà gentile con te domani: il modo in cui ti sorride, il modo in cui ti parla, il modo in cui ti invita ad andare a casa sua domani... ti sta dimostrando amore; e in te sorge un amore immenso.
Questo non è l’amore di cui parlano i buddha. Questo è odio mascherato da amore: ecco perché il tuo amore si può trasformare in odio a ogni istante. Gratta un pochino e l’amore scompare, sostituito dall’odio: non è neppure epidermico. Perfino i cosiddetti ‘grandi amanti’ continuano a litigare, si azzannano in continuazione: si aggrediscono, si punzecchiano, sono distruttivi. E la gente pensa che questo sia amore...
Potete chiedere ad Astha e ad Abhiyana: vivono un amore così grande che Astha quasi ogni giorno ha un occhio nero! Grandi litigi! Ma quando questi litigi persistono, la gente pensa che stia accadendo qualcosa. Quando non accade nulla - nessuna lotta, nessuna discussione - la gente si sente vuota. «È meglio litigare che essere vuoti», così la pensano milioni di persone nel mondo. Quanto meno il litigio ti mantiene occupato, quanto meno il litigio ti tiene coinvolto; inoltre, il litigio ti rende importante - la vita sembra avere un significato - qualcosa di orribile, ma perlomeno ha un senso. Il tuo amore non è vero amore: è il suo esatto opposto. È odio mascherato da amore, camuffato come amore, che si atteggia ad amore. Il vero amore non ha alcun fuoco d’attenzione, non implica un partner. Non pensa a ieri e non pensa al domani. Il vero amore è uno zampillare spontaneo di gioia all’interno del tuo essere... e la condivisione... e l’irradiarla... senza motivo alcuno, senza altra ragione che non sia la semplice gioia di condividerla.
Gli uccelli che cantano al mattino, questo cuculo che chiama in lontananza... senza motivo. Il cuore è così colmo di felicità che si eleva un canto, ecco tutto. Quando io parlo d’amore, parlo di questo amore; ricordalo. E se riesci a entrare nella dimensione di questo amore, sarai immediatamente in paradiso; e inizierai a creare un paradiso qui, sulla Terra.
L’amore crea amore, proprio come l’odio crea odio.

In questo mondo
l’odio non ha mai scacciato l’odio.
Solo l’amore scaccia l’odio.
Questa è la legge,
antica e inesauribile.


Aes dhammo sanantano... questa è la legge, eterna, antica e inesauribile.
Qual è la legge? Che l’odio non scaccia mai l’odio. L’oscurità non potrà mai scacciare l’oscurità: solo l’amore scaccia l’odio. Solo la luce può scacciare l’oscurità: l’amore è luce, la luce del tuo essere, e l’odio è l’oscurità del tuo essere. Se sei oscuro all’interno, continuerai a riversare odio tutt’intorno a te. Se all’interno sei luce, sei luminoso, continuerai a irradiare luce intorno a te.
Un sannyasin, un ricercatore del vero, deve essere amore radiante, una luce radiante.
Aes dhammo sanantano... Buddha lo ripete in continuazione: questa è la legge eterna. Qual è la legge eterna? Solo l’amore scaccia l’odio, solo la luce disperde l’oscurità. Come mai? Perché di per sé, l’oscurità è solo uno stato negativo, in sé non ha alcuna positività. Di fatto, non esiste! Come potresti scacciarla? Contro l’oscurità non puoi fare nulla direttamente. Se vuoi fare qualcosa nei suoi confronti, dovrai operare attraverso la luce: introduci la luce e l’oscurità è svanita, togli la luce e appare l’oscurità; ma non puoi portare o togliere l’oscurità direttamente: nei suoi confronti non puoi fare nulla di nulla.
E ricorda: neppure con l’odio puoi fare nulla. Ecco dove si differenziano gli insegnanti di morale dai mistici religiosi. I professori di morale continuano a propagandare la falsa legge: continuano a sostenere: «Lotta contro l’oscurità, lotta contro l’odio, lotta contro la rabbia, lotta contro il sesso, lotta contro questo e quest’altro!». Il loro intento è essenzialmente questo: «Si deve lottare contro ciò che è negativo»; viceversa il vero Maestro, quello reale, vi insegna la legge positiva: «Aes dhammo sanantano... questa è la legge eterna: non lottare contro l’oscurità!». E l’odio è oscurità, il sesso è oscurità, la gelosia è oscurità, l’avidità è oscurità, la rabbia è oscurità.
Immetti la luce... ma come è possibile immetterla nel proprio essere?
Diventa silente, libero da pensieri, all’erta, consapevole, sveglio... in questo modo si introduce la luce nel proprio essere. E nel momento in cui sei attento, consapevole, non si troverà più odio. Prova a odiare qualcuno con consapevolezza... sono esperienze da mettere in pratica, non sono solo parole da comprendere: questi sono esperimenti da provare. Per questo ti dico: «Cerca di capire non solo intellettualmente: diventa uno sperimentatore esistenziale».
Prova a odiare qualcuno coscientemente, e scoprirai che è impossibile. O scompare la consapevolezza, e puoi odiare; oppure, se sei consapevole, scompare l’odio: non possono coesistere. È impossibile la loro coesistenza: la luce e l’oscurità non possono esistere insieme, poiché l’oscurità non è altro che assenza di luce.
I veri Maestri ti insegnano come arrivare a Dio; non ti dicono mai di rinunciare al mondo. La rinuncia è negativa. Non ti dicono di sfuggire il mondo: ti insegnano a rifugiarti in Dio. Ti insegnano a conseguire la verità, non a lottare contro le bugie. E le bugie sono milioni; se insisti nella lotta, ci vorranno milioni di vite... e anche in quel caso non se ne ricaverà nulla. E la verità è una, per questo può essere conseguita all’istante, è possibile in questo preciso istante.

Anche tu sei di passaggio.
Sapendolo, come puoi metterti a discutere?


La vita è così breve, così momentanea, e tu la sprechi in discussioni? Usa tutta la tua energia per meditare: è la stessa energia. La puoi usare per lottare, oppure, grazie a lei, puoi diventare una luce.

Facilmente il vento sradica un alberello.
Cerca la felicità nei sensi,
indulgi nel cibo e nel sonno,
e anche tu verrai sradicato.


Buddha dice: ricorda, se dipendi dai sensi, rimarrai fragilissimo, perché i sensi non ti possono dare alcuna forza. Non ti possono dare forza perché non sono in grado di darti fondamenta solide. Sono in un flusso continuo, tutto è mutamento. Dove puoi trovare dimora? Dove puoi fissare le fondamenta? Ora come ora, una donna ti sembra bella, l’istante successivo è un’altra donna. Se ti limiti a decidere attraverso i sensi, rimarrai in una costante agitazione: non puoi scegliere, perché i sensi continuano a mutare le loro opinioni. Per un istante qualcosa sembra meravigliosa, il momento successivo è di una bruttezza orripilante, insopportabile. E noi dipendiamo da questi sensi.
Buddha dice: non dipendere dai sensi, fondati sulla consapevolezza. La consapevolezza è un’entità nascosta dietro ai sensi. Non è l’occhio che vede... se vai da uno specialista degli occhi, ti dirà che è l’occhio a vedere, ma non è vero: è solo un meccanismo attraverso il quale qualcun altro guarda. L’occhio è solo una finestra, la finestra non è in grado di vedere.
Quando ti affacci alla finestra, puoi vedere all’esterno. Chi passa per la strada potrebbe pensare: «La finestra mi sta guardando». L’occhio è solo una finestra, un’apertura. Chi c’è dietro l’occhio? L’orecchio non sente: chi si trova dietro l’orecchio ad ascoltare? Chi è colui che percepisce? Continua a ricercare questo ‘qualcuno’ e troverai fondamenta reali; altrimenti, la tua vita non sarà altro che una foglia secca nel vento.

Il vento non può divellere una montagna.
La tentazione non può toccare l’uomo
risvegliato, forte e umile,
che è padrone di se stesso e osserva la legge.


La meditazione ti renderà consapevole, forte e umile. La meditazione ti renderà consapevole, perché ti darà la prima esperienza di te stesso. Tu non sei il corpo, tu non sei la mente: tu sei la pura testimonianza della consapevolezza. E quando questa consapevolezza-testimone viene toccata, accade un grande risveglio: è come se un serpente, che stava avvolto su se stesso, all’improvviso si drizzasse; è come se qualcuno, che stava dormendo, venisse scosso e si svegliasse. All’improvviso si ha un grande risveglio interiore. Per la prima volta senti di essere. Per la prima volta percepisci la verità del tuo essere.
Di certo questo ti rende forte; non sei più fragile, non sei più un alberello che qualsiasi alito di vento può sradicare. Ora puoi diventare una montagna! Ora puoi avere un fondamento, ora hai radici: nessun vento può divellere una montagna. Acquisti forza, sei sveglio, e tuttavia diventi umile. Questa forza non porta in te alcun ego. Diventi umile perché diventi consapevole. La stessa anima testimone esiste in chiunque, perfino negli animali, negli uccelli, nelle piante, nelle pietre. Questi sono solo modi diversi di dormire! Qualcuno dorme sul fianco destro, qualcuno dorme sul fianco sinistro e qualcuno dorme supino... questi sono solo diversi modi di dormire.
Una roccia ha un suo modo di dormire, un albero ha un modo diverso di dormire da un uccello, e così via; ma non si tratta altro che di questo: modi e metodi diversi di sonno, altrimenti - nel centro più intimo di ogni essere - vi è lo stesso testimone, lo stesso Dio.
Saperlo, ti rende umile, perfino di fronte a una roccia sai di non essere nulla di speciale, perché l’intera esistenza è formata della stessa sostanza chiamata consapevolezza. E se sei sveglio, forte e umile, questo ti darà padronanza su te stesso.

Se i pensieri di un uomo sono oscuri,
se egli non si cura delle conseguenze ed è pieno di sotterfugi,
come potrà indossare la veste gialla?


Buddha scelse per i suoi sannyasin la veste gialla, come io ho scelto l’arancione. Questa è la differenza tra il mio approccio e quello di Buddha. Il giallo rappresenta la morte: la foglia gialla; il giallo rappresenta il sole che tramonta, la sera.
Buddha ha enfatizzato troppo la morte: si tratta di un metodo. Se enfatizzi troppo la morte, aiuta: la gente diventa sempre più consapevole della vita, in contrasto con la morte. E quando insisti con continuità nell’enfatizzare la morte, la gente ne trae un aiuto al risveglio. Si deve svegliare, perché la morte si sta avvicinando.
Ogni volta che Buddha dava l’iniziazione a un nuovo sannyasin, gli diceva: «Vai al cimitero e stai semplicemente lì a osservare senza interruzione le pire funerarie, i cadaveri trasportati, bruciati... continua a osservare. E non smettere mai di ricordare che anche a te accadrà quella stessa cosa, inevitabilmente: medita per tre mesi sulla morte, e poi ritorna».
Quello era l’inizio del sannyas.
Vi sono solo due sentieri possibili. Uno è questo: enfatizza la morte; e l’altro: enfatizza la vita. Perché questi sono i due soli elementi dell’esistenza! La vita e la morte. Buddha scelse la morte come simbolo, ecco perché scelse la veste gialla.
L’arancio rappresenta la vita: è il colore del sangue. Rappresenta il sole del mattino, l’alba, l’arrossarsi del cielo a Oriente.
La mia enfasi va alla vita. Ma lo scopo è lo stesso. Io voglio che tu sia così appassionatamente innamorato della vita, che la tua stessa passione per la vita ti renda consapevole, la tua stessa intensità verso la vita ti renda sveglio. E la morte è nel futuro, mentre la vita è adesso. Per cui, se pensi alla morte, penserai al futuro. Se pensi alla morte, sarà un’illazione: vedrai sempre qualcun altro morire, non vedrai mai morire te stesso.
Puoi immaginare, puoi ipotizzare, puoi pensare, ma sarà solo un pensiero. La vita non ha bisogno di essere pensata, può essere vissuta. Ti può aiutare meglio della morte a essere meno mentale. Per questo, la mia scelta è di gran lunga migliore di quella del Buddha, perché la vita esiste in questo preciso istante; non occorre che tu vada al cimitero. Tutto ciò che ti occorre, è essere sveglio, e la vita è ovunque... nei fiori, negli uccelli, nella gente intorno a te, nei bambini che ridono... e in te! E proprio ora! Non occorre che ci pensi, non occorre fare illazioni. Puoi semplicemente chiudere gli occhi e sentirla: puoi sentirne il pulsare, ne puoi sentire la presenza. Ma si possono usare entrambi i metodi: per farti diventare un meditatore si può usare la morte, oppure si può usare la vita.
Io ho scelto la vita. E vorrei ripetere e sottolineare che la mia scelta è di gran lunga migliore di quella di Buddha: la sua scelta di scegliere la morte come simbolo, ha aiutato l’India a diventare un Paese morto, spento, a perdere vitalità. Il mio scegliere la vita come simbolo, può risvegliare questo intero Paese; e non solo questo Paese, ma il mondo intero. Perché Buddha non è stato il solo ad aver scelto la morte come simbolo: anche il cristianesimo lo ha scelto, con la croce. Pertanto, le due religioni più grandi del mondo - il cristianesimo e il buddhismo - sono orientate verso la morte. E a causa di queste due religioni... e il loro impatto è stato enorme: il cristianesimo ha trasformato l’intero Occidente, e il buddhismo ha trasformato l’intero Oriente.
Gesù e Buddha sono stati i due Maestri più grandi, ma la scelta della morte come simbolo si è rivelata pericolosa, si è trasformata in una calamità.
Io scelgo la vita. Vorrei che tutto questo mondo sia colmo di vita, una vita sempre più viva, una vita pulsante. Ma ciò che Buddha dice sulla sua veste gialla, io vorrei dirlo anche per il mio abito arancio.

Egli dice:
Se i pensieri di un uomo sono oscuri,
se egli non si cura delle conseguenze ed è pieno di sotterfugi,
come potrà indossare la veste gialla?
Chiunque sia padrone della propria natura,
luminoso, chiaro e sincero,
egli può indossare la veste gialla.

Ciò che egli dice sulla veste gialla, io lo dico sulla tunica arancione:
Chiunque sia... luminoso, chiaro e sincero,
egli può indossare la veste arancione.

Aes dhammo sanantano!

Per oggi basta.

Tratto da: URRA